Mense a Voghera La Lega chiede lo stop agli stranieri
VOGHERA Dopo contributi economici e case popolari, il terzo step della svolta «blocca extracomunitari»alla quale la Lega vogherese lavora da oltre un anno è rappresentato dalle mense scolastiche. Marco Sartori, vicesegretario cittadino (e numero due della rsa Pezzani), chiede che le modifiche al regolamento Isee, con l'obbligo per i cittadini non comunitari di presentare la certificazione sulla situazione patrimoniale in patria autenticata dalle autorità consolari, sia applicata anche per le tariffe delle mense. Dal 2013, il costo minimo di un pasto è di 50 centesimi per redditi annui da zero a tremila euro, quello massimo di 4,80 (oltre 15mila euro di reddito) mentre i non residenti pagano 5 euro e mezzo. Abolite le esenzioni: nel 2012, quando ancora c'erano, ne avevano usufruito 360 utenti, di cui 204 stranieri (56,6%). «La questione non sta se sia opportuno o meno togliere il cibo di bocca a qualche bambino, come provocatoriamente potrebbero affermare taluni – chiarisce Sartori – si tratta invece di affermare un principio di uguaglianza, riconosciuto dallo Stato, che ponga italiani ed extracomunitari sullo stesso piano. Perchè con l'autocertificazione attuale, i controlli riguardano solo gli italiani e i comunitari, come sta facendo con ottimi risultati la Guardia di finanza, non gli extracomunitari. Si crea quindi un'oggettiva situazione di disparità. Non applicare il nuovo regolamento Isee alle mense sarebbe illogico e incoerente». La Lega può fare leva per spuntarla sulla posizione strategica che le è garantita in giunta dal controllo sui servizi sociali con il vicesindaco Giuseppe Fiocchi. (r.lo.)