Marche, ora lo stato di calamità

ANCONA «Dopo il trauma iniziale ora viene il momento, forse ancora più difficile, della piena consapevolezza dell'entità del fenomeno che ha interessato Senigallia e della fatica che ci attende per aiutare le ripresa di una vita normale dei cittadini e delle attività colpite da questa tragedia». Con queste parole il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi ha aperto la seduta del Comitato Operativo Comunale, alla quale ha partecipato il prefetto di Ancona Alfonso Pironti. Al Coc è stato fatto il punto delle attività in corso: numerose squadre di protezione civile e vigili del fuoco, coordinate dal Centro Operativo allestito presso il campo sportivo delle Saline sono al lavoro nelle varie zone colpite per prestare aiuto alle persone e liberare dall'acqua edifici e scantinati. Molti mezzi sono arrivati a disposizione dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile da altre regioni e in particolar modo dall'Emilia Romagna. Una delle priorità è liberare le case dalla grande quantità di rifiuti accumulatisi a seguito dell'alluvione e consegnare cibo e medicinali a domicilio alle popolazioni colpite, a chi ha i piani bassi delle abitazioni ancora allagati o a chi vive nelle zone dove i collegamenti sono ancora difficili. La Regione Marche intanto ha ufficializzato la richiesta al governo dello stato d'emergenza legato all'alluvione dello scorso 3 maggio e sta ultimando la stesura del rapporto di evento, il documento scientifico che attesta l'eccezionalità del fenomeno che ha creato la situazione emergenziale. Nei prossimi giorni si aprirà l'iter amministrativo per le richieste di risarcimento allo Stato per i danni subiti dai cittadini e dalle attività produttive. Da mercoledì saranno disponibili i moduli attraverso i quali i cittadini potranno segnalare al Comune i danni subiti con una prima stima del loro ammontare.