«Una fondazione per la Certosa poi il circuito Expo»
CERTOSA Firma entro un mese della convenzione tra monaci e Demanio. Poi costituzione di una fondazione che gestisca il complesso monumentale della Certosa. Queste le proposte che il sottosegretario al ministero dei Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni ha presentato ieri pomeriggio alla Direzione regionale dei beni culturali. Sul tavolo a Milano il sottosegretario ha posto come obiettivo la valorizzazione della Certosa in vista di Expo. Ed è Expo la scadenza da rispettare, perché, spiega Borletti, «il monumento è uno dei gioielli più preziosi della Lombardia e deve entrare a far parte del circuito culturale». Per questo la convenzione dovrà essere siglata prima dell'estate, tenendo conto delle prescrizioni della Soprintendenza ai beni artistici. Ma, spiega, «I monaci devono rimanere, rappresentano il segno dell'identità del luogo, va riaperto un confronto». Ma i padri vanno aiutati. Da qui la presenza di Fai, Italia Nostra e Touring Club. «Per un'apertura prolungata sono necessari enti terzi in grado di aiutarci». Questa l'indicazione che ieri il sottosegretario ha fatto arrivare a Demanio, Soprintendenze, Regione, Provincia e Comune, presenti insieme all'economista Marco Vitale. «Auspicabile e possibile» anche l'introduzione di un biglietto d'ingresso. «Le posizioni si sono irrigidite, i monaci sono stati oggetto di attacchi ingiustificabili – afferma il sottosegretario -. Il complesso non è nello stato deprecabile descritto». In un secondo tempo si pensa a una Fondazione «o un consorzio, un distretto culturale, un interlocutore più agile rispetto allo Stato – chiarisce -. La Direzione regionale si sta muovendo per avere fondi europei. Occorre sistemare l'area esterna, trovando un accordo con i privati, e migliorare il trasporto pubblico». «Confronto in tempi rapidi con i monaci – sostiene il presidente della Provincia Daniele Bosone -. Insisteremo con la Chartusiana, la Certosa è bene comune da valorizzare in vista dell'Esposizione». Per l'onorevole Chiara Scuvera, presente all'incontro, «va preservata la vocazione monastica del luogo, ma è importante pensare a modalità innovative di gestione». Il vicepresidente Milena D'Imperio insiste sul coinvolgere « anche Milano e Pavia, perché si deve pensare a lungo termine». «Spero che i monaci comprendano che questa è una grande opportunità per il territorio», precisa l'assessore Marcello Infurna. Stefania Prato