alla vernavola

di Adriano Agatti wPAVIA Un malore lo ha stroncato mentre si stava allenando in un sentiero del parco della Vernavola, vicino al traliccio dell'Enel. Il corpo di Stefano De Martini, un runner che aveva 49 anni ed era impiegato all'ufficio postale di viale Brambilla, è stato trovato ieri mattina poco prima delle undici da un collaboratore del comune di Pavia. Giovanni Impaccio, addetto alle pulizie del parco, è stato attirato dalla maglietta arancione tra l'erba, si è avvicinato e ha scoperto il corpo dell'uomo sotto una pianta. Per lui non c'è stato niente da fare. Gli agenti della polizia scientifica hanno fatto risalire il decesso a circa un' ora prima. Il corpo è stato poi trasportato all'istituto di medicina legale dell'Università di Pavia: nessun dubbio sulle cause naturali della morte di un uomo che si allenava quasi tutti i giorni nel parco. Ecco la ricostruzione di una tragedia che ha colpito i runner che ogni giorno si allenano alla Vernavola. Stefano De Martini è uscito di casa ieri mattina poco dopo alle nove e mezza per il solito allenamento. Avrebbe dovuto iniziare a lavorare nel primo pomeriggio. Abitava in via Pastrengo, al Vallone, e ha raggiunto di corsa il parco. E' arrivato lungo il muro dell'impianto dell'Enel, un piccolo sentiero che non è molto battuto. Indossava pantaloni neri corti e anche una maglietta arancione. Si è sentito male all'improvviso e ha avuto il tempo di accasciarsi sotto un albero. Vicino al corpo è stata trovata una bottiglietta di acqua, non è da escludere che abbia anche cercato di bere. Forse l'impiegato postale ha cercato di chiedere aiuto, a quell'ora, in giro non c'erano altri appassionati di jogging. Il suo cuore ha cessato di battere e nessuno lo ha visto nascosto tra l'erba. Il ritrovamento è avvenuto verso le 10.30 quando Giovanni Impaccio è arrivato sul posto della tragedia al volante del suo furgoncino del Comune di Pavia. L'uomo deve tenere pulito il parco e conosce i sentieri alla perfezione. Ha visto quell'uomo steso a terra una prima volta ma ha pensato che stesse dormendo. E' ripassato vicino al muro dell'edificio dell'Enel e ha notato che era nella stessa posizione. Così si è reso conto che poteva essere successo qualcosa di molto grave. E' sceso dal mezzo, si è avvicinato, ha cercato di so0ccorrerlo ma si è reso conto che era morto. Giovanni Impaccio non ha perso tempo e ha subito chiamato la polizia e il 118. Sul posto della tragedia sono arrivati gli agenti della squadra volante con il loro dirigente, il commissario Luca Scolamiero. Insieme ai colleghi della scientifica hanno eseguito alcuni accertamenti e la causa naturale del decesso è sembrata subito scontata. Il runner non aveva documenti e nella tasche sono state trovate solo le chiavi di casa. Per fortuna nel sentiero accanto è passata un'altra appassionata di jogging che l'ha riconosciuto. I poliziotti hanno avvisato il magistrato di turno della procura della repubblica che ha disposto l'autopsia: l'esame sarà eseguito domani mattina all'istituto di medicina legale.