«Valorizziamo la cultura Basta palazzi, ora restauri»

di Linda Lucini wPAVIA Lui dice che è una provocazione, ma dell'idea di aprire tre case chiuse a Pavia gestite dal Comune ne è convinto: «Siamo stanchi di vedere prostitute in giro, il sesso è libero, ma è importante anche pensare ad igiene e sanità e magari pagare pure una tassa. Inutile essere bigotti, in Germania ci sono posti così che funzionano come motel». Mauro Manfrinato, 34 anni, candidato sindaco della lista civica «Ricostruire Pavia» legata all'estrema destra, spiega che la proposta shock serve più che altro per ragionare sul tema della prostituzione, ma quel che gli sta più a cuore è il tema della cultura. Perchè la mette al primo posto? «Perchè credo che sia la base per uno sviluppo più equilibrato del tessuto sociale. Troppi edifici in città sono trascurati e molti dovrebbero essere valorizzati. Qui non c'è sinergia tra Comune, Università, San Matteo e Curia, invece tra loro dobbiamo creare un tavolo di confronto per il bene della città. Questo non solo perchè il turismo può triplicare, ma perchè se trascuriamo il patrimonio culturale perdiamo la nostra identità». Lei vorrebbe uno stop alle costruzioni in centro? «Sì, ma non vorrei però l'immobilismo, vorrei grandi opere legate al restauro che possano dare lavoro, soprattutto ai giovani. Il centro va conservato nella sua integrità anche perchè non ci sono edifici di serie A o minori, è un monumento unico. E di certo il Pgt di Cattaneo che pensa a costruzioni nei giardini o a cambiare i profili degli edifici non va in questa direzione». Sfratti ed emergenza abitativa, che antidoto propone? «Realizzare case popolari a riscatto su aree abbandonate. Alloggi con materiali ecocompatibili e ben inseriti nel paesaggio, a costi bassi che poi diventano di proprietà di chi li abita e vengono perciò ben tenuti». Ha parlato di aree abbandonate, intende quelle dismesse? «Snia, Necchi e, se possibile anche le aree militari come l'Arsenale o la caserma di via Tasso. Lì si potrebbero ricavare alloggi recuperando l'esistente». Vorrebbe smantellare l'ingresso del mercato coperto e il monumento davanti alla Torre civica. Perchè? «Fanno schifo. La piscina è carina, ma nulla centra con i resti della Torre che, tra l'altro si sgretola. Invece quella sorta di pompa di benzina falsa deturpa piazza della Vittoria. E poi basta con progetti decisi da pochi, i cittadini devono poter scegliere. Basta far fare 5 progetti e poi raccogliere le firme per il migliore, solo così il cittadino sarebbe davvero sovrano della sua Pavia». Quali misure metterebbe in atto in una città teatro di indagini per corruzione e 'ndrangheta? «Purtroppo siamo alla politica del compromesso, ma bisogna dire basta. Lavoreremo su trasparenza e controlli». La sua soluzione alla mancanza di sicurezza, è l'intervento dell'esercito... «Intanto cominciamo a riqualificare le periferie e a creare una commissione sicurezza, poi se ci sono gravi problemi di delinquenza mettiamo 50 soldati in tutta la città e se servono 24 ore su 24 per garantire sicurezza agli onesti cittadini». Posteggi a pagamento o gratis? «A 50 centesimi l'ora in centro, gratis in periferia e poi pensiamo a un multipiano all'area Cattaneo». L'urbanistica è stata un nervo scoperto per la giunta di Pavia, lei come si muoverebbe? «L'assessorato all'Urbanistica deve esistere più, ma solo una commissione sull'ornato che tiene conto del patrimonio edilizio, del verde e delle bellezze come si usava ai tempi dello statuto Albertino ». Davvero vorrebbe creare una moneta pavese? «Sì, la nuova moneta si baserà su una convenzione tra l'amministrazione e suoi cittadini. Si pagheranno con quella li imposte e il Comune pagherà con quella parte degli stipendi, degli aiuti sociali , delle piccole opere pubbliche. Questo circolo virtuoso permetterà di creare ricchezza e alzare il tenore di vita dei pavesi».