Pavia, l'ultimo obiettivo è chiudere con dignità
di Luca Simeone wPAVIA «Andiamo a Como per portare via almeno un pareggio ed evitare così il rischio di finire staccati di 6 punti dal San Marino». Patrizio Bensi ricorda l'ultimo obiettivo possibile per un Pavia che è già certo di chiudere in coda alla classifica. Un distacco superiore ai 5 punti dalla penultima (attualmente è di 3) comporterebbe un'ulteriore riduzione dei contributi legati all'impiego di under, e cioè dal 20 al 30%, che tradotto in danaro significa altri 15-20.000 euro in meno. Al di là dei conti economici, serve una prestazione per concludere almeno con dignità una stagione presentata come la prima di un triennio nel quale provare la scalata in B, e finita invece ingloriosamente. Di fronte c'è un Como che è già certo dei play off, l'obiettivo che in estate lo stesso Pavia sperava di centrare, visto che in questa stagione (per fortuna senza retrocessioni) accedono agli spareggi promozione ben otto squadre, fino alla nona classificata. Il Pavia deve fare i conti con parecchi tra infortunati e acciaccati: D'Orsi e Allegra sono fuori gioco (così come Rossi e De Vita), mentre Carotti, Cafferata, Mancosu, Dia e Bracchi sono in dubbio. Ecco dunque che i convocati sono venti, per tamponare qualche forfeit dell'ultim'ora. L'emergenza in difesa, in particolare, consente a Sorbo di tornare tra i titolari mentre Pirovano, rientrato domenica nell'ultimo quarto d'ora, a sei mesi dall'infortunio al crociato, dovrebbe addirittura giocare dal primo minuto. Il Como invece è già con la testa ai play off e mister Colella bada soprattutto a preservare i diffidati Defendi, Le Noci, Verachi e Palma in vista degli spareggi, mentre ha Ardito e Altinier squalificati e Giosa, Marchi e Cristiani infortunati. Via libera perciò ai giovani Panatti a centrocampo e Redolfi in difesa. Como e Pavia condividono anche una voce sul futuro societario: Pietro Vavassori, patron della Pro Patria che da tempo ha annunciato di voler lasciare Busto, era dato per interessato a rilevare l'una o l'altra società. Segnali concreti però non ne sono mai arrivati. E se a Como i cinque soci locali (all'inizio erano dieci) sono alla ricerca di chi dia manforte, a Pavia la situazione è nota, con la famiglia Zanchi che ha annunciato di voler lasciare mettendo in vendita il club. ©RIPRODUZIONE RISERVATA