Casteggio, poche risorse per il degrado del cimitero

Via libera del Comune di Casteggio al progetto per il parziale rifacimento delle vasche della Cantina sociale di via Torino. Il provvedimento reca la firma dell'ingegner Marco Zucchini, responsabile dell'area tecnica Ecologia e ambiente di Palazzo Carena. Il progetto era stato presentato da Antonio Mangiarotti, presidente di «Terre d'Oltrepo», la società nata dalla fusione tra le cantine di Casteggio e di Broni. L'ok definitivo è legato al rilascio della necessaria autorizzazione paesaggistica; il progetto è comunque soggetto ad eventuale ricorso al Tar della Lombardia o al Capo dello Stato, entro un periodo di sessanta e novanta giorni dalla notifica dell'autorizzazione CASTEGGIO Non è un mistero che il cimitero necessiti con sempre maggiore urgenza d'interventi radicali di ripristino. La crisi, con la progressiva penuria di fondi a disposizione degli enti locali ha certamente contribuito a questa situazione, ma i problemi del camposanto casteggiano affondano le loro radici molto più lontano del tempo, nei decenni di manutenzione estremamente limitata per una struttura, risalente ai primi decenni del secolo scorso, che al contrario avrebbe necessitato di cure attenzioni ben maggiori. L'ordinaria manutenzione non è affatto un problema: dal verde costantemente curato in estate alla neve sempre puntualmente rimossa in inverno, il Comune e i custodi del camposanto nulla hanno fatto mancare finora. Come sottolinea Marco Pintus: «Noi non abbiamo a che fare con le cappelle e non sappiamo di preciso quale sia la situazione, anche se in giro è risaputo che lo stato della struttura non sia ottimo: per la nostra personale esperienza troviamo che il cimitero sia sempre ben curato, soprattutto nella sistemazione del verde, che è sempre ordinato e pulito; l'unica piccola mancanza - aggiunge - è la scarsità di punti per l'erogazione dell'acqua». Il buon servizio offerto a livello di manutenzione ordinaria è confermato anche da Rita Boscaglia, che lamenta, però, scarsa organizzazione nella gestione degli spazi: «Mia mamma è mancata nel 2008, tredici anni dopo mio papà: allora mi furono posti limiti assurdi nella realizzazione di un battipiedi che unisse la tomba di mia mamma a quella di mio papà; dico assurdi perchè quello che desideravo fare io fu concesso per una nostra parente mancata pochi giorni dopo mia mamma; per il resto il cimitero è molto curato, anche se la struttura mostra chiari i segni del tempo». E' la struttura dell'edificio in sé a mostrare i problemi: infiltrazioni d'acqua dal tetto, cedimenti del pavimento, distacchi d'intonaco dalle pareti e dal soffitto sono i principali segnali che fanno ritenere ormai urgente un intervento sostanziale. Milena e Mariella Sangiorgi hanno dovuto intervenire anni fa sulla cappella di famiglia per eliminare le infiltrazioni d'acqua: «Circa 15 anni fa è stato necessario intervenire e da allora la situazione è migliorata; certo, però, sono molte le cappelle a mostrare segni d'infiltrazione anche gravi». «Ci sono tante cappelle gentilizie,molte delle quali, addirittura, sembrano abbandonate - dicono i frequentatori del cimitero - mettere tutti d'accordo su eventuali lavori di ristrutturazione non sarebbe facile». Alberto Antoniazzi