Grasso: non tifosi ma delinquenti
ROMA «Una partita di calcio non si può trasformare in una guerra tra bande con episodi di violena». Così Pietro Grasso commenta appena arrivato allo stadio Olimpico per guardare la finale di Coppa Italia le terribili notizie che arrivano e che danno l'ennesimo bollettino di guerra: tre feriti, uno gravissimo per un colpo di pistola al torace. «Questi non sono tifosi ma delinquenti», aggiunge Grasso venuto per premiare la squadra che vincerà il torneo. In tribuna le facce sono attonite. C' è anche Matteo Renzi, tifosissimo viola. E' seduto accanto a Giovanni Malagò, il presidente del Coni. Il premier scambia qualche opinione con i patron del Napoli e della Fiorentina, De Laurentiis e Della Valle. La finale di Coppa non è ancora iniziata e da pochi minuti il capitano del Napoli, Hamsik è rientrato negli spogliatoi dopo aver parlato a lungo con i rappresentanti della tifoserie partenopea per convincerli che è giusto giocare perché quello che è accaduto non c'entra con il calcio. Il clima si sta surruscaldando e ancora non è chiaro se si giocherà. Ci sono molti bambini. Le telecamere zoommano sulle facce assonnate e anche un po' preoccupate dei piccoli. Ovviamente anche Cesare Prandelli è venuto a seguire l'evento. «Il calcio dovrebbe essere uno spettacolo, non so cosa è successo ma qualsiasi cosa sia successo è spiacevole», dice il commissario tecnico della nazionale. Gli scontri sono stati fuori. Ma man mano che passano i minuti e non si gioca anche in tribuna cresce l'ansia. «Qualsiasi altra cosa è fuori dallo sport e ci indigna che ci siano ancora queste manifestazioni», aggiunge il presidente del Senato. «Faccio un appello a tutti ad avere un atteggiamento di responsabilità, controllo e collaborazione con le forze dell'ordine», dice Paolo Beretta. «Abbiamo sentito quello che è successo all'esterno dello stadio. Per questo il mio appello è accorato perchè i tifosi vivano questa serata come deve essere, una serata di spor e di calcio senza cedimenti a episodi di violenza che sono molto gravi e colpiscono le persone e lo spirito dello sport», aggiunge il presidente della Lega calcio di serie A.