Coppa Italia, scontri e spari all'Olimpico

di Maria Rosa Tomasello wROMA È stata una giornata nera, quella di ieri, per il calcio italiano. Scene di guerriglia urbana nel pomeriggio, a due ore dall'inizio della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, a poche centinaia di metri dallo stadio Olimpico di Roma, dove tre tifosi del Napoli sono rimasti feriti, uno in modo gravissimo, in uno scontro a fuoco dai contorni ancora oscuri avvenuto in viale Tor di Quinto, dove si erano concentrati i supporter arrivati dal capoluogo campano in attesa di entrare allo stadio. Una situazione di tensione che per mezz'ora ha reso incerto lo svolgimento della partita, con i tifosi del Napoli intenzionati a far sospendere la gara. Il fischio d'inizio, previsto per le 21, è stato a lungo rimandato finché, alle 21.45, dopo l'intervento del prefetto Giuseppe Pecoraro, la situazione si è sbloccata. Alle 21.26, mentre il premier Matteo Renzi sta per lasciare lo stadio, i supporter del Napoli hanno annunciato di aver dato l'assenso a giocare. La decisione è stata presa dopo un incontro tra i rappresentanti delle due tifoserie anche per garantire la sicurezza dei 65mila presenti all'Olimpico. Il più grave dei feriti è un ragazzo di 30 anni, raggiunto da una pallottola alla colonna vertebrale e trasferito in codice rosso a Villa San Pietro, dov'è stato immediatamente sottoposto a intervento chirurgico. Le sue condizioni sono gravissime. Nello stesso ospedale è stato ricoverato, con una ferita da arma da fuoco alla mano destra, un altro tifoso partenopeo di 40 anni. Il terzo, un ragazzo di 32 anni con ferite a un braccio e a una mano, è stato trasportato all'ospedale Santo Spirito. La dinamica e le cause dell'aggressione restano da chiarire ma, secondo la questura, la sparatoria potrebbe avere «cause occasionali» ed essere quindi estranea a uno scontro fra i due schieramenti ultrà. A sparare sarebbe stata una sola persona: l'arma è stata ritrovata poco dopo vicino a un vivaio di Tor di Quinto e affidata agli esperti della scientifica per le prime verifiche, mentre alcuni testimoni sono stati ascoltati dagli investigatori per cercare di chiarire i fatti. Secondo indiscrezioni, tuttavia, a sparare potrebbe essere stato un tifoso giallorosso legato in passato agli ultrà di destra, che avrebbe fatto fuoco per "vendicare" il pestaggio di un amico da parte di alcuni supporter azzurri. Il ferimento dei tre tifosi napoletani è stato l'episodio più drammatico in un pomeriggio di caos. Attorno alle 19 alcuni supporter diretti allo stadio hanno cominciato a lanciare bottiglie e oggetti contro le forze dell'ordine schierate in assetto antisommossa, provocando la reazione degli agenti. A scatenare il lancio di oggetti sarebbero stati alcuni ultrà della Roma che si erano mescolati agli altri. Tafferugli anche tra le due tifoserie arrivate a Roma per la Tim Cup: lungo la pista che costeggia il Tevere sotto ponte Duca d'Aosta due gruppi di supporter di Napoli e Fiorentina si sono fronteggiati a lungo prima di essere separati dagli agenti. Dieci feriti è il bilancio complessivo dei disordini: oltre ai tre coinvolti nella sparatoria, ci sono una persona con una gamba fratturata trasportata al policlinico Gemelli (un passante aggredito senza ragione), tre feriti in codice verde all'ospedale Sant'Andrea mentre altri tre hanno rifiutato le cure in ospedale. Dall'esterno la tensione che si è rovesciata come un'onda dentro lo stadio. A pochi minuti dal via, capannello a bordo campo tra dirigenti della Lega e quelli del Napoli, con i supporter partenopei che, dopo aver ritirato tutte le bandiere e gli striscioni dagli spalti, chiedevano al club di non scendere in campo. Il capitano del Napoli Marek Hamsik, arrivato sotto la curva nord per parlare con i tifosi, è finito sotto un fitto lancio di petardi. Uno di questi ha sfiorato un vigile del fuoco, che è caduto a terra stordito ed è stato portato via dai colleghi per essere medicato. Mezz'ora dopo, il match è iniziato in un clima surreale, con i fischi all'inno di Mameli cantato da Alessandra Amoroso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA