Corso Repubblica senza più il tribunale i negozi chiudono
Alcuni negozi e centri commerciali restano aperti anche oggi, primo maggio. È già successo negli anni scorsi, ma la novità è che più nessun lavoratore ha chiamato il sindacato per lamentarsi. «Avevamo organizzato uno sciopero territoriale quattro anni fa per protestare contro le aperture del 25 aprile e del primo maggio, ma ottenemmo poche adesioni – dice Lorena Bini (Filcams Cgil) –. I lavoratori non protestano più perché hanno firmato contratti che prevedono il lavoro alla domenica e nei giorni festivi. Le aziende dicono che devono restare aperte perché sono aperti i loro concorrenti, ma noi continuiamo a pensare che in giorni come il primo maggio o il 25 aprile i lavoratori dovrebbero restare a casa». VIGEVANO La chiusura del tribunale sta facendo abbassare come fossero tessere del domino anche le saracinesche delle attività commerciali vicine, soprattutto in corso della Repubblica. Secondo l'ultimo rilevamento regionale, nel giugno 2013 in città c'erano 53 negozi di medie dimensioni (17 alimentari e 36 non alimentari) e 1.043 negozi di vicinato, cioè fino a 250 metri quadrati, ma l'accelerazione delle ultime settimane rischia di peggiorare i numeri di tutto il settore. Nel 2013, secondo i dati forniti dallo Sportello unico delle attività produttive (gestito dal Comune), hanno chiuso in 65, il dato peggiore dal 2007, quando erano state 66. I nuovi negozi aperti nel 2013 sono invece stati in 56, peggio era andata solo nel 2007 (53) e nel 2009 (53). Corso della Repubblica è il caso più preoccupante. Qui, chi ancora lavora fatica sempre di più a mandare avanti la propria attività. I commercianti individuano proprio nella chiusura del tribunale la causa principale insieme agli affitti alti che stanno mettendo in grave difficoltà le attività. «Tutta la zona si sta affossando – spiegano Pietro Corvi e Patrizia Migliavacca che gestiscono un bar -. Prima si lavorava, adesso con la chiusura del tribunale abbiamo i clienti abituali, ma l'area sta perdendo la propria potenzialità commerciale, perché c'è meno gente in giro. Qui gli affitti sono molto alti, solo che prima erano adeguati al numero di clienti che potevamo avere, adesso le spese sono rimaste, mentre i clienti sono dimezzati». «Si fa sempre più fatica a Vigevano, ma di certo la chiusura del tribunale ci ha danneggiato – sottolinea Marilisa Ferazzini che gestisce il negozio alimentare "Le delizie dello zio Fra" -. Purtroppo non si sta facendo nulla per la nostra zona: le spese sono tante, così come le tasse a cui bisogna far fronte. Se non si cerca di sgravare chi ha un'attività, si rischia il collasso di tutta la comunità. Gli affitti sono esagerati, qualcuno capisce e ci viene incontro, altri no». Tra gli esercenti della zona c'è poi chi prova ad ipotizzare una soluzione per ravvivare un'area in grande difficoltà. «Il vero problema è che il numero di persone che transita in corso Repubblica è in calo e quindi bisogna cercare una soluzione. Si potrebbe incentivare la gente a fermarsi aumentando i parcheggi liberi in questa zona – propongono Rossella e Magda Abalsamo che gestiscono il centro di bellezza "Il tempo del sole" -. Spesso chi transita in macchina ha proprio difficoltà a fermarsi e questo non li incentiva ad entrare nei negozi». «Corso della Repubblica sta morendo – concorda Nunzia Messina, che da anni gestisce un negozio -. Questa è un'area nella quale prima c'era tutto, adesso gradualmente stiamo sprofondando sempre più in basso. Bisogna cercare di riempire il centro. Le stiamo provando tutte, abbiamo anche cercato di rimanere aperti qualche domenica in concomitanza con manifestazioni del centro, ma la gente che entra è poca». Alberto Colli Franzone