Juve, scudetto in ghiaccio e testa al Benfica
TORINO Il conto alla rovescia ormai è partito. Nessuno, quasi sicuramente neppure Garcia, crede più che alla Juventus possa sfuggire lo scudetto, il 32esimo della storia per il club bianconero (o 30esimo, secondo l'ufficialità delle istituzioni sportive). La rimonta contro il Sassuolo ha messo le parole "game over" sul campionato: il confronto diretto con i giallorossi dell'11 maggio al 99% avrà soltanto il valore di una platonica rivincita. «Ci manca solo un gioco», sottolinea su Twitter Carlitos Tevez, in corsa anche per il titolo di re dei bomber. Un punto. O due, nel caso la Juventus perdesse 4-0 la sfida dell'Olimpico, annullando così il 3-0 dell'andata. Ipotesi troppo fantasiose. Ormai i bianconeri hanno in fresco lo spumante e già i tifosi preparano le coreografie per la festa del terzo titolo consecutivo. Un'altra "remontada", però, si impone ora per la squadra di Conte: ribaltare l'1-2 di Lisbona contro il Benfica per volare anche in finale di Europa League. I bianconeri dovranno far applicare la "regola campionato": in serie A nel loro stadio hanno fatto l'ein plein, 17 vittorie in altrettante partite. In Europa non sono stati così perfetti: tre volte si sono dovuti accontentare del pareggio (con Real e Galatasaray in Champions, con la Fiorentina negli ottavi di Europa League). Ma un pari questa volta condannerebbe la Juventus all'uscita di scena proprio alle porte della finale nel suo stadio. Ai bianconeri basterebbe un 1-0, ma il Benfica sarà determinato a fare il colpaccio. Per battere il Benfica e tornare a una finale europea 11 anni dopo Manchester 2013, Conte dovrebbe avere la miglior squadra possibile, con Barzagli e Vidal e la coppia Tevez-Llorente. Giovedì lo Juventus Stadium sarà una bolgia, come chiede Conte: da tempo tutti i biglietti sono esauriti.