Pavia in vendita, nessuno si fa avanti

PAVIA «Il mese di maggio deve essere decisivo per il futuro dell'A.C.Pavia». Alessandro Zanchi non nasconde come conclusa la parte agonistica della stagione azzurra inizia la partita più importante per il futuro di via Alzaia: «Domenica concludiamo a Como il campionato poi ci aspettano settimane decisive per il futuro – conferma l'ad azzurro –. Voci ce ne sono molte, ma ad oggi di concreto non c'è nulla. Contatti ce ne sono stati, anche chiacchiere in amicizia con imprenditori o personaggi dell'ambiente sportivo, ma anche su questo fare nomi sarebbe scorretto. Una trattativa reale non è stata ancora avviata». In tante settimane, solo rumors, chiacchiere da bar o da tifosi che amano i colori azzurri. La lista dei papabili acquirenti (o delle bufale) è lunga: a partire dalla voce di una cordata asiatica, fino a quella di persone che nel mondo del calcio già hanno operato in questi anni come Pietro Vavassori, attuale patron dimissionario della Pro Patria, accostato nell'ordine a Varese, Como e Reggiana. E per arrivare al locale l'idea anche di ri-coinvolgere componenti della cordata pavese che lo scorso anno aveva avuto un contatto ufficiale con la famiglia Zanchi in una trattativa poi naufragata. Tra questi, il nome più volte circolato è dell'imprenditore Alberto Damiani, presidente del Villanterio. Come un maggior impegno di soci che attualmente fanno parte con piccole quote come Marino Vernocchi, da sempre anello di congiunzione tra via Alzaia e il Cesena. L'uomo che ha permesso a giocatori come Giaccherini di approdare al Pavia. «Volendo anch'io posso aggiungere voci come quella che ci vedrebbe, in quanto milanesi, interessati a lasciare il Pavia per acquistare la Pro Sesto – aggiunge Alessandro Zanchi –. L'unica conferma è che, come avevo detto pubblicamente qualche tempo fa che c'erano stati interessamenti: due per l'acquisizione, uno per la partnership. Sia chiaro: interessamenti, nessuna trattativa avviata. Uno dei due per la successione alla nostra famiglia è già finito prima di nascere, per il secondo aspettiamo che l'emissario che ha contattato i nostri referenti si faccia avanti con garanzie per avviare eventualmente la trattativa». Rimane il discorso partnership che va su più fronti. Da collaborazioni con imprenditori o società. Quello con i club è un'operazione fattibile, sull'esempio di Parma-Gubbio. Una società di serie A che manda diversi suoi giocatori in Lega Pro, per farli giocare, maturare e in cambio partecipare, non acquistando quote societarie, ma pagandone gli stipendi. Rispetto all'addio annunciato a febbraio chi dice che la famiglia Zanchi rimarrà a Pavia potrebbe avere ragione ? «Nessun dietrofront, ma la famiglia Zanchi non vuole fare morire questa società e mantenerla tra i professionisti – risponde Alessandro Zanchi –. Lo abbiamo sempre detto chiaramente a tutti, anche a chi ci contesta. Ribadisco maggio sarà decisivo per qualsiasi strada percorribile. Quella di un Pavia guidato solamente dalla famiglia Zanchi anche per il futuro lo ribadiamo è impossibile». Enrico Venni