Morto il capriolo travolto dall'auto

CODEVILLA Il piccolo capriolo non ce l'ha fatta. Investito da un'auto "pirata" alcuni giorni fa, avvistato ferito nei campi da un ragazzo e poi soccorso dalle guardie forestali di Zavattarello, il capriolo ha ceduto alle ferite e allo stress dell'incidente. «Aveva entrambe le gambe spezzate - spiega la dottoressa Giovanna Grassi, la più nota veterinaria della zona - non si sarebbe mai ripreso». La storia di questo capriolo e dell'automobilista pirata ha scatenato diversi commenti in rete, divisi equamente, va detto, tra chi si indigna per il comportamento dell'uomo, poi denunciato e multato per omissione di soccorso (come prevede dal 2012 il codice della strada) e chi pensa sia un'esagerazione sanzionare l'investitore. Opinioni a parte, la legge è chiara: in caso di animale travolto, l'automobilista ha il dovere non solo (come dovrebbe sempre accadere) di scendere dal mezzo e sincerarsi dell'accaduto e delle condizioni della vettura, ma anche di provvedere al soccorso dell'animale ferito. Qualche notte fa, invece, accadde esattamente il contrario. Un automobilista di Pavia, 42enne, stava effettuando una consegna e, mentre percorreva la Bressana-Salice all'altezza di Codevilla, si era trovato di fronte il capriolo e lo aveva investito. Non si era fermato. «Ero di fretta», si giustificherà. Sta di fatto che, nell'impatto, aveva perso la targa anteriore dell'auto. Quando le guardie forestali avevano soccorso l'animale, non distante dal punto dell'incidente, era spuntata anche la targa. Da questa si era risaliti al conducente, poi multato e denunciato appunto per omissione di soccorso. Il capriolo aveva riportato la frattura di due arti, frattura che la veterinaria di Codevilla, per quando esperta, non era in grado di curare. Il destino dell'animale era segnato. Ora si aprirà un procedimento nei confronti dell'automobilista che rischia una pesante contravvenzione. (f.ma.)