Corteolona-Genzone «No alla fusione»

CORTEOLONA È "no" dei consiglieri di minoranza alla fusione tra i Comuni di Corteolona e Genzone. L'opposizione indice un'assemblea pubblica per spiegare le ragioni che l'hanno spinta ad esprimere parere contrario alla delibera che dà l'avvio al procedimento. Delibera già approvata dal Consiglio di Genzone. Entrambe dovranno passare al vaglio della Regione a cui spetterà il compito, entro 90 giorni, di indire il referendum. Potrebbero quindi passare un paio di anni prima che venga autorizzata la fusione. Ma per i consiglieri Nicoletta Gatti e Gabriele Grossi «si tratta di una soluzione drastica». «Sarebbe meglio pensare di costituire un'unione Comuni da cui si potrebbe sempre recedere – sostiene Grossi -. I vantaggi economici ci sarebbero anche in questo caso, evitando di stravolgere la situazione». Un passo azzardato insomma per la minoranza che accusa l'amministrazione di non aver coinvolto la cittadinanza. «Hanno organizzato un'assemblea pubblica ma tutto era già stato deciso – afferma Grossi -. Verrà indetto un referendum e se i cittadini voteranno per il "no" ci chiediamo che farà il sindaco». Il consigliere punta l'indice anche contro l'estensione dei confini. «C'è il rischio di una modifica del Pgt – spiega – e potrebbe essere rimessa in discussione la distanza delle abitazioni dal centro integrato di A2A». Il sindaco Angelo Dossena replica che «sono stati coinvolti fin dall'inizio i cittadini e informata la minoranza». E aggiunge: «I consiglieri dimostrano di non conoscere le procedure, peraltro A2A non c'entra nulla. Ognuno è libero di avere la propria opinione, senza però fare affermazioni non veritiere. Ho sempre parlato chiaro ai miei cittadini che infatti mi hanno votato a larga maggioranza». Il sindaco di Genzone Giovanni Arioli ricorda che «l'unione comuni non comporta gli stessi benefici economici». La fusione porterà contributi di 150mila euro all'anno per 10 anni e il nuovo ente non dovrà rispettare il patto di stabilità per 5 anni, fa sapere Arioli che sottolinea anche i possibili investimenti in conto capitale per opere che riguardano la fusione. «Non va dimenticato – chiarisce - che le distanze dall'impianto di A2A sono regolate da norme sovracomunali». E gli abitanti, aggiunge, non saranno chiamati ad alcun adempimento burocratico: di carta d'identità, patente, partite Iva se ne occuperanno gli enti interessati. Stefania Prato