Minaccia farmacista e la rapina
di Adriano Agatti wPIEVE P. MORONE «Oggi è una giornata di m... dammi l'incasso». Si è presentato così il rapinatore che, l'altra sera, ha preso di mira la farmacia «Coppaloni» in via Della Vittoria. Poi ha minacciato la titolare con una pistola e si è fatto consegnare il denaro. Il bandito solitario è uscito con un bottino di 950 euro in contanti. Probabilmente un complice lo stava aspettando al volante di un'auto ma nessuno lo ha visto. I carabinieri della stazione di Chignolo Po hanno aperto un'inchiesta ma, per il momento, non ci sono tracce del rapinatore. Il colpo è stato messo a segno sabato pomeriggio verso le 18.30. Il rapinatore è rimasto per qualche minuto fuori dalla farmacia. Ha atteso che alcuni clienti uscissero ed è entrato tranquillamente con il volto parzialmente coperto da un piccolo cappello. Dietro il bancone c'era la titolare Silvia Coppaloni di 50 anni. Il rapinatore le ha ordinato di consegnargli l'incasso con un'espressione piuttosto colorita. La farmacista, all'inizio, non l'ha preso sul serio. «Ma smettila – ha risposto - vai via». A questo punto il rapinatore si è arrabbiato. «Guarda che non sto scherzando», ha detto con decisione. E, per essere più convincente, ha tirato fuori una pistola da una tasca ed ha «scarrellato» per fare entrare il colpo in canna. A questo punto Silvia Coppaloni si è resa conto che, effettivamente, quell'uomo aveva intenzioni molto serie e non era affatto da sottovalutare. Così ha preso il denaro che teneva nel cassetto e l'ha consegnato. Il bandito solitario ha arraffato i soldi e si è precipitato verso l'uscita. Si è allontanato e, forse, è salito sull'auto del complice. La farmacista non ha perso tempo e ha lanciato l'allarme con una telefonata ai carabinieri. A Pieve è intervenuta una pattuglia della stazione di Chignolo Po. I militari hanno raccolto le prime informazioni ma non c'erano indizi utili per iniziare la caccia all'uomo. E così i militari hanno raccolto altre informazioni e dovranno visionare le immagini delle telecamere nella speranza di riconoscere un rapinatore che era sicuramente italiano. «Non ci sono dubbi – ha detto la farmacista ai carabinieri – mi sembrava anche avesse un accento del nord Italia». Dalle prime ipotesi il bandito era un tossicodipendente alla caccia di denaro «facile» per acquistare la droga.