Ferrera ricorre al Tar per la discarica di amianto
FERRERA Il Comune ricorre al Tribunale amministrativo regionale di Milano contro il giudizio di compatibilità ambientale della discarica di cemento-amianto. La giunta ha incaricato l'avvocato milanese Paola Brambilla di costituirsi in giudizio contro il decreto dirigenziale del 17 marzo scorso, che aveva acceso il semaforo verde per la Valutazione d'impatto ambientale (Via). Il progetto della discarica dedicata ai rifiuti contenenti amianto proposto dalla società Acta, che dovrebbe essere realizzato alla cascina Gallona, dovrà superare questo ostacolo giudiziario. «Il Comune di Ferrera – spiega il sindaco Giovanni Fassina – aveva partecipato al procedimento di Via spiegando a più riprese di essere contrari per le criticità ambientali, la presenza di un'industria a rischio di incidente rilevante e la valenza agricola del territorio». Il progetto deve ancora ottenere l'Autorizzazione integrata ambientale, che regola le discariche che ricevono più di 10 tonnellate al giorno o con una capacità totale di oltre 25mila tonnellate. Il fronte del no è ancora molto vasto. Al progetto si oppongono la Provincia, diversi Comuni fra cui Ferrera, Galliavola, Lomello, Mezzana Bigli, Pieve Albignola, Pieve del Cairo, Sannazzaro, Scaldasole e Cava Manara, i comitati civici di Sannazzaro, Mezzana Bigli, Lomello e Ferrera, Confagricoltura, Coldiretti e Cia. Da tempo anche Giovanni Maggi, sindaco di Sannazzaro, respinge l'ipotesi di accogliere un «enorme buco per terra», collocato a ridosso degli impianti Eni. Luciano Nieto, direttore di Confagricoltura Pavia, conferma: «Noi siamo contrari al consumo di suolo agricolo a beneficio di attività industriali che vanno contro la risicoltura di qualità». Umberto De Agostino