Pavia, contro la Pro Patria si cerca il bis dell'andata

Con la sola eccezione degli infortunati Rossi e De Vita, che hanno chiuso anzitempo la stagione, il Pavia ha recuperato tutti i giocatori, anche se sono da valutare le condizioni di alcuni giocatori, tra cui Dia Pape, Mancosu e Bracchi (foto). Gli ultimi dubbi verranno sciolti questa mattina dopo il consueto allenamento di rifinitura, al termine del quale verranno diramate le convocazioni. Dovrebbe essere convocato anche Valerio Pirovano, che ormai da qualche settimana svolge il lavoro assieme al resto della squadra dopo il recupero dalla rottura del crociato che l'ha tenuto fuori da novembre. di Luca Simeone wPAVIA La gara dell'andata portò alla prima vittoria della gestione Veronese e interruppe un digiuno che si protraeva dalla seconda di campionato. Il ritorno di domani contro la Pro Patria è invece l'ultima chance per il Pavia di tornare al successo in casa: un successo che manca appunto dalla seconda di campionato contro il Savona (2-1), sfida decisa da De Cenco nel recupero. Così come nel recupero arrivò proprio la vittoria di Busto Arsizio con la Pro Patria, a suggellare un'incredibile rimonta del Pavia, sotto 2-0 fino a venti minuti dalla fine. Il gol decisivo lo segnò Alessio Manzoni, finora l'unico centro del trequartista arrivato a stagione iniziata. «Certo, il ricordo di quella gara è bello, anche per come arrivò la vittoria – dice Manzoni – fu il primo segnale dato da un gruppo unito, ci fece capire cosa avremmo potuto fare. Nel girone di ritorno di prove positive ne abbiamo fatte, anche se purtroppo i punti raccolti sono stati meno di quelli che avremmo meritato. Spesso siamo usciti dal campo anche con i complimenti degli avversari, ma è chiaro che il rammarico della stagione è quello di non essere riusciti a concretizzare in termini di punti certe prestazioni». Come spiegarlo? «Spesso abbiamo subito gol negli ultimi minuti o per colpa di disattenzioni – dice Manzoni – e quando poi non fai risultato le certezze vengono a mancare». Gli ultimi obiettivi della stagione sono appunto il ritorno alla vittoria in casa, che manca da settembre, e poi tentare fino alla fine di non arrivare ultimi. Ma non sarà facile perché la rivale diretta San Marino oltre ai tre punti di vantaggio a 180' dalla fine ha anche dalla sua gli scontri diretti. «Ma non ha partite facili contro Alto Adige e Vicenza, comunque dobbiamo cercare di fare bene queste due ultime gare. Oltre che per noi anche per i tifosi e la società». L'altro obiettivo, e cioè chiudere tornando al successo al Fortunati, è forse quello più alla portata. «L'unica vittoria casalinga finora è stata quella con il Savona e io non c'ero ancora, sono arrivato dopo – ricorda il ventiseienne ex Atalanta e Parma – non ho mai visto i tifosi in casa gioire per un successo e mi piacerebbe che accadesse». Nelle ultime gare Manzoni è stato più volte sostituito a gara in corso, non nascondendo la delusione al momento di uscire dal campo: «Ma solo perché ero rammaricato e dispiaciuto di non aver dato di più nei minuti in cui ho giocato – spiega – l'allenatore ha il diritto di fare le sue scelte anche in corso di gara e bisogna rispettarle, così come vanno rispettati i compagni che entrano al tuo posto». Il suo contratto scadrà a giugno e il futuro è un'incognita. «Ma anche le due ultime gare possono cambiare le cose, in genere ci sono tanti osservatori. Dunque bisogna fare bene per se stessi e per la squadra». L'anno prossimo non ci saranno più Prima e Seconda divisione ma una Lega Pro unica. «Vedremo se saranno confermate le norme che incentivano l'utilizzo dei giovani. In ogni caso diminuiranno anche i posti di lavoro in categoria per noi calciatori. Sarà dura, bisognerà stare attenti ai possibili sviluppi sul mercato». ©RIPRODUZIONE RISERVATA