Agroenergie, polemica sul fisco
PAVIA Le nuove misure fiscali introdotte dal governo sul settore delle agroenergie non soddisfano Agrinsieme (Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative agroalimentari). «Dopo gli interventi normativi introdotti con il decreto Destinazione Italia, che ha ridotto i prezzi minimi di vendita dell'energia elettrica da fonti rinnovabili, l'aggravio fiscale rischia di compromettere definitivamente l'equilibrio economico-finanziario delle imprese agricole che hanno investito nel settore delle rinnovabili – commenta Luciano Nieto, direttore di Confagricoltura Pavia – La determinazione del reddito con l'aliquota del 25% sull'ammontare dei corrispettivi, con il cambio delle regole d'imposizione in corso d'opera, produce effetti dirompenti sui piani d'investimento e sulle fonti di finanziamento bancario. Peraltro, la tassazione genera un gettito di gran lunga superiore a quanto stimato dal governo, che impone un profondo ripensamento della misura, in particolare per i settori del biogas e delle biomasse». Bruxelles, invece, ha stabilito che tutti i produttori primari agricoli saranno esclusi dall'applicazione delle tasse specifiche. Saranno esentati anche i trasformatori (fra cui le cantine) nella misura in cui la trasformazione sia un'attività connessa a quella primaria. «Questo si preannuncia un ottimo punto di partenza: il nostro obiettivo è ridare redditività alle aziende agricole», sottolinea Wilma Pirola, presidente di Coldiretti Pavia. (u.d.a.)