Marò, svolta del governo "Congedato" de Mistura
ROMA L'Italia decide di dare una «svolta» nella vicenda dei marò. Dopo oltre due anni di niente di fatto, con i due fucilieri di marina ancora trattenuti a Delhi, Roma ha preso carta e penna e mandato una nota a Delhi con cui apre una «nuova fase», quella della procedura internazionale che, sembra ormai scontato, sfocerà in un arbitrato internazionale. Una «nuova fase», annuncia il ministro degli Esteri Federica Mogherini intervenuta ieri con la collega della Difesa Roberta Pinotti a un'audizione in Senato, che segna anche l'uscita di scena dalla vicenda di Staffan de Mistura, l'inviato speciale sul caso, dei governi Monti, Letta e, fino a ieri, Renzi. Il suo ruolo è «esaurito» spiega il capo della diplomazia italiana tenendo a sottolineare non solo «i ringraziamenti per la dedizione e l'impegno», ma anche la totale «condivisione» della scelta con l'interessato che ha partecipato «con il suo lavoro, all'elaborazione del nuovo passaggio». Parole ribadite dallo stesso de Mistura che «condividendo» la svolta decisa dal governo sottolinea, ora, la necessità di una nuova squadra che segua la vicenda. Un nuovo team, probabilmente molto più specifico sui temi di diritto internazionale vista la via scelta, su cui si sta lavorando: «Servono figure nuove, stiamo definendo un collegio di esperti, guidato da un coordinatore» per la nuova fase, ha spiegato la responsabile degli Esteri. E, intanto, Roma decide anche di far tornare a Delhi - da dove non si vuole commentare il passo deciso dall'Italia - l'ambasciatore italiano, Daniele Mancini che era stato richiamato per le forti divergenze e l'escalation di tensione con l'India sul caso. «Abbiamo deciso di rimandarlo a Delhi per seguire la nuova fase e le elezioni nel Paese», ha spiegato la Mogherini mentre il ministro Pinotti ha sottolineato come il «governo lavori unito sulla vicenda. Siamo usciti dall'alveo bilaterale, per innalzare il contenzioso a livello internazionale: siamo ancora aperti a discutere con gli indiani» ma «non abbiamo altra via che ricorrere all'arbitrato internazionale», ha spiegato la responsabile della Difesa ribadendo che «non accettiamo un processo indiano di cui non riconosciamo la validità». E mentre l'obiettivo resta il ritorno a casa dei marò, anche in attesa della definizione della vicenda legale, de Mistura si dice «totalmente convinto che l'Italia saprà riportare in Patria con onore» Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. La svolta del governo riscuote, intanto, un coro bipartisan di approvazione. Uniche voci fuori dal coro quella di Lega e pentastellati: «Il governo è riuscito a trasformare anche i marò in materia da campagna elettorale», rimarcano i deputati M5S delle commissioni Esteri e Difesa.