«Droga e alcol, poi si entra in classe»

di Anna Mangiarotti wVIGEVANO Non solo droga prima di andare a scuola, anche alcol. «Ci sono pure casi di questo tipo», dice Ottaviano Grassi, preside dell'Itis Caramuel, il giorno dopo l'operazione della polizia locale che ha denunciato quattro spacciatori, e segnalato una ventina di ragazzi vigevanesi fra i 16 e i 25 anni come consumatori di hashish, marijuana e "mdma" (ecstasy in polvere). Dall'inizio dell'anno sono una quarantina gli studenti segnalati alla prefettura dai soli vigili urbani come consumatori di droga, ma anche carabinieri e polizia ne hanno trovati durante le operazioni di contrasto allo spaccio. «È un problema ovviamente gravissimo che la scuola cerca di affrontare acquisendo più informazioni possibile – commenta il dirigente scolastico – e con progetti diretti al sostegno dei ragazzi e delle loro famiglie, Ne partirà uno nuovo a settembre in collaborazione con il Comune». La situazione va affrontata con ogni mezzo, «perché ornai è diverso dagli altri non chi si droga, ma chi non o fa». Gli studenti usano droga prima di andare a scuola, «anche perché consumare sostanze non ha più alcun tipo di condanna sociale fra i ragazzi. E' tollerato, se non addirittura normale». E' L'analisi di Reda Furlano, preside del liceo Cairoli e dell'istituto tecnico Casale. «Non è solo emulazione, in molti adolescenti c'è un disagio profondo – dice la dirigente scolastica – La paura di un futuro inesistente o comunque difficile, per il lavoro che non si troverà o sarà complicatissimo avere. Vedono le difficoltà dei genitori, si sentono insicuri». Hashish e marijuana costano poco, 5 euro in media per una dose che può servire a confezionare 2-3 canne: una sigaretta drogata si fuma in gruppo, quindi l'investimento da fare settimanalmente a testa è molto basso, quindi accessibile a tutti. Una dose di polvere di ecstasy si compra anche con dieci euro: garantisce da una a tre notti di sballo, a seconda di quanta se ne consuma. Anche per questo – costano poco – le droghe cosiddette "leggere" sono quasi la normalità per gli adolescenti. «Il grande equivoco, e il pericolo più grande è che non sono affatto leggere. La cannabis rimane nell'organismo umano più di ogni altro stupefacente e provoca danni gravi sul sistema nervosi, che si possono tradurre ad esempio in atteggiamenti psicotici – spiega lo psicologo Simone Feder della Casa del giovane di Pavia, impegnato anche sul territorio lomellino –. I genitori devono sapere che esistono test acquistabili in farmacia, in grado di rilevare ogni tipo di sostanza, cui sottoporre i ragazzi per capire se hanno fatto uso di droghe». Quanto all'uso prima di andare a scuola, «ormai per gli adolescenti è difficile gestire anche la paura di un'interrogazione». Ci si droga anche per stordirsi e non pensare, e vivere in un eterno presente. «I genitori sono spesso troppo occupati a gestire difficoltà economiche e stress da perdita di lavoro – continua lo psicologo –. Non hanno più la forza di affrontare il contrasto con gli adolescenti, Dicendo dei no che sarebbero formativi e che i ragazzi in realtà cercano». E poi, aggiunge Feder, c'è il ruolo dei social network: «I ragazzi vivono perennemente connessi, non usare lo smartphone a scuola per qualche ora è fonte di ansia. E la droga serve ad affrontare anche questo tipo di stress». ©RIPRODUZIONE RISERVATA