Violenza alla Vernavola giudizio veloce per 33enne

A volte la compagnia di assicurazione può rivalersi sul suo cliente e chiedergli il rimborso della somma pagata. Ne sa qualcosa Luigi Stornari, un pavese condannato dal tribunale civile di Milano per un incidente avvenuto il 2 dicembre 2009 in via Olevano. Mentre in sella alla sua moto procedeva verso Mirabello, Stornari investì Sante Crepaldi che attraversava la strada sulle strisce pedonali. Per le lesioni riportate il pedone fu risarcito dalla compagnia di assicurazione dell'investitore con 7 mila euro. A questo punto l'assicuratrice, visionato il rapporto dei carabinieri secondo cui il veicolo non era stato revisionato, decideva di citare il giudizio il cliente per chiedere il rimborso della somma pagata. Il giudice Carlo Maddaloni di Milano ha accolto l'istanza condannando Stornari al rimborso. di Maria Fiore wPAVIA Davanti al magistrato e alla presenza di uno psicologo ha raccontato, con espressioni e parole di bambina, quelle presunte violenze. E le sue dichiarazioni da brivido sono bastate alla procura di Pavia a decidere per il giudizio immediato, senza il passaggio in udienza preliminare. Processo veloce, dunque, per il 33enne di Pavia sorpreso lo scorso anno, a luglio, nel parco della Vernavola, in atteggiamenti «inequivocabili», come li aveva definiti un testimone oculare, nei confronti della sorellastra di 10 anni. L'uomo (di cui si omettono le generalità solo per non consentire di identificare la vittima) deve rispondere di violenza sessuale e rischia fino a 14 anni di carcere. Ovviamente le accuse a suo carico dovranno essere dimostrate, ma contro di lui ci sono le dichiarazioni di un testimone oculare, un poliziotto fuori servizio che quel giorno di luglio stava facendo jogging al parco della Vernavola ed era passato nel punto in cui si trovavano l'indagato e la vittima. Il testimone, che aveva di fatto subito proceduto all'arresto del 33enne, aveva spiegato di avere visto da una distanza di 50 metri, un uomo in piedi, con i pantaloni abbassati, e una bambina di fronte. Una scena che lo aveva lasciato senza parole e spinto ad approfondire. Quando si era avvicinato, l'uomo si era ricomposto e aveva tentato una giustificazione, che però non gli aveva risparmiato l'arresto. La testimonianza del poliziotto potrebbe bastare da sola a giustificare la richiesta di giudizio immediato, che si applica proprio in caso di evidenza della prova. Ma alle dichiarazioni del testimone-chiave si è aggiunto anche il racconto della vittima, che è stata sentita qualche settimana fa con lo strumento dell'incidente probatorio, una tecnica che consente di "congelare" elementi di prova in vista di un processo. La bambina, secondo indiscrezioni, avrebbe confermato i fatti di quella giornata, aggiungendo anche altri dettagli che il testimone non poteva vedere. Il processo potrebbe essere fissato già per il mese di giugno, ma la data potrebbe ancora cambiare se la difesa dovesse fare ricorso a un rito alternativo, come l'abbreviato. L'indagato, nell'interrogatorio reso davanti al magistrato subito dopo il fermo, si era difeso dicendo che si era trattato «solo di un gioco». Parole che non erano piaciute alla famiglia della vittima, che, rappresentata dall'avvocato Alessandro Arrigo, è pronta a costituirsi parte civile per la richiesta dei danni. Il legale, vista la delicatezza della vicenda, preferisce comunque non rilasciare dichiarazioni. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA