Medici preoccupati «Mamme diffidenti verso vaccinazioni»

di Anna Ghezzi wPAVIA «Perché si fanno le vaccinazioni? Per evitare malattie che hanno conseguenze infinitamente più gravi degli eventuali effetti collaterali delle vaccinazioni». Lo spiega il pediatra di famiglia Romualdo Moggio durante la settimana mondiale delle vaccinazioni 2014. «Per ora in provincia sono sporadici i casi di persone che rifiutano la vaccinazione – afferma Luigi Camana, responsabile prevenzione dell'Asl –. Tanti lo fanno con una lettera scaricata da internet. Ma il 98% dei bambini si sottopone all'esavalente contro difterite-tetano-pertosse-polio-hib e epatite B, il 95% alla prima dose del vaccino trivalente contro morbillo, parotite, rosolia. Anche se già alla seconda dose scendiamo al 91%. Con questi dati anche chi non si vaccina gode del fatto che i virus non possono circolare perchè trovano una barriera di soggetti immunizzati. Ma bisogna evitare che queste percentuali scendano». «È sempre più difficile convincere i genitori – spiega Moggio –. Ormai si è persa la percezione di alcune malattie, come la polio che costringeva tanti ragazzi in carrozzella meno di 40 anni fa o delle epidemie di morbillo. Ai tempi di Jenner in Gran Bretagna 40mila persone all'anno morivano di vaiolo. In Italia la polio colpiva 100mila persone: alcune guarivano, molte morivano, altre dovevano convivere con paralisi. Senza vaccino si è esposti al contagio, dato che virus debellati in Italia resistono altrove, ad esempio in paesi in cui vaccini non sono così diffusi, come l'Europa dell'Est e l'Asia. Se chi rifiuta resterà intorno al 3%, i virus non circoleranno. Altrimenti si rischia il ritorno di malattie dimenticate, a partire dal morbillo». Con le sue complicazioni. Ma è proprio sul morbillo che le paure si fanno più forti, a causa di uno studio sui possibili collegamenti tra autismo e vaccino trivalente pubblicato nel 1998 (e poi ritirato) dal medico Andrew Wakefield su The Lancet. A questo si ricollegano teorie disseminate sul web e sentenze come quella di Rimini: «Una sentenza che non ha tenuto conto della scienza ufficiale né della radiazione di Wakefield – dice Moggio – L'autismo ha natura genetica e mettere in relazione le vaccinazioni con il suo aumento non ha senso: fino a qualche anno fa l'autismo era sottostimato, ora la diagnosi è più frequente».