Droga prima delle lezioni, 4 denunce
di Denis Artioli wVIGEVANO Gli studenti hanno raccontato alla polizia locale che bastava comporre un numero di cellulare, di cui loro erano a conoscenza, per ordinare la dose voluta di hashish, marijuana e "mdma" (ecstasy in polvere). Gli agenti in borghese, coordinati dal commissario capo Gianluca Mirabelli, hanno seguito per una quindicina di giorni quattro giovani immigrati stranieri, domiciliati a Vigevano, disoccupati, e una ventina di studenti delle scuole superiori e universitari, tra i 16 e i 25 anni di età. Alla fine dei controlli, la polizia locale ha denunciato per detenzione di stupefacenti ai fini dello spaccio A.H., 21 anni, egiziano; H.H., 22 anni, egiziano; B.H., 24 anni, egiziano; H.N., 26 anni, marocchino: tutti con precedenti per lo stesso motivo. L'ultimo, H.N., è stato denunciato in flagranza di reato, perché scoperto mentre cedeva una bustina di marijuana a un giovane italiano in via De Amicis, nella zona del parco Regina Margherita (vicino alle scuole elementari). I venti clienti, tutti vigevanesi, sono stati segnalati alla Prefettura di Pavia come consumatori di sostanze stupefacenti. Le loro versioni dei fatti, raccontate alla polizia locale, sono più o meno coincidenti: hanno spiegato di comprare marijuana e hashish per consumarla prima di andare a scuola, «per rilassarsi ed essere più sereni in aula», ha detto qualcuno di loro agli agenti; mentre la polvere di ecstasy, sciolta in un bicchiere d'acqua come se fosse una medicina, serviva alla sera per "sballare", andare alle feste, in discoteca e nei locali. Il pedinamento messo in atto dagli agenti in borghese della polizia locale, spiega il commissario Mirabelli, è stato piuttosto impegnativo, anche perché qualcosa è cambiato anche nelle strategie dei piccoli spacciatori, visti i continui controlli delle forze dell'ordine. Non più concentrati in una sola zona, individuabile per il movimento dei clienti, ma diffusa in vari punti della città, a seconda di dove i giovani vigevanesi, al telefono cellulare, dicevano loro di andare a consegnare la dose, come un servizio a domicilio. La polizia locale ha sequestrato una trentina di dosi di hashish, marijuana ed ecstasy oltre ai "trita-erba", che servono a sminuzzare le foglie e a preparare le bustine. H.N. è stato trovato anche in possesso di cento euro in contanti, frutto, per gli inquirenti, dell'attività di spaccio. Nel suo caso, anche se scoperto dalla polizia locale in flagranza di reato, non è scattato l'arresto, spiegano al comando, perché stava cedendo un quantitativo ridotto di sostanza stupefacente. ©RIPRODUZIONE RISERVATA