«Calcio di base troppo competitivo»
MORTARA Un progetto che unisce il lato calcistico alle qualità umane, alla sportività dentro e fuori dal campo. Il Mortara calcio sta portando avanti un'iniziativa in collaborazione con il Cesena, grazie alla presenza settimanale a Mortara di Rocco Persampieri, responsabile Lombardia per la società romagnola. «Il 17% dei ragazzi abbandonano il calcio quando arrivano all'attività agonistica – spiega – e questo è un dato molto negativo perché si tratta di giovani che lasciano un ambiente sano come quello sportivo rischiando di perdersi. Questo avviene perché spesso l'ambiente nel quale questi ragazzi si muovono è troppo conflittuale, si cercano i risultati fin dall'attività di base». L'idea è nata nella scorsa stagione sportiva quando è iniziata la collaborazione con il Cesena, società professionistica che milita in serie B, e si è partiti lavorando con i bambini del 2003 del Mortara. «Un punto cardine di questo lavoro è la sensibilizzazione dei genitori – sottolinea Persampieri – che spesso a livello giovanile sono un problema, caricano di troppe aspettative i loro figli, con l'abbandono dell'attività che spesso è la naturale conseguenza. Nelle società dilettantistiche spesso l'aspetto sociale è lasciato in un angolo rispetto a quello che accade, ad esempio, tra i professionisti». Il lavoro iniziato lo scorso anno con i 2003 prevedeva un diario quotidiano nel quale venivano annotate tutti gli aspetti legati al campo, ma non solo. Da qui l'individuazione di percorsi mirati per non lasciare indietro nessuno, con lavori di perfezionamento di chi aveva evidenziato maggiori attitudini all'attività. La sperimentazione dello scorso anno è poi stata ampliata, in questa stagione sportiva, a tutta l'attività di base. «Ma il vero obiettivo – spiega il tecnico romagnolo – è estenderla a tutte le formazioni del Mortara entro un paio di anni. Se i ragazzi che iniziano questa attività si muovono in un ambiente sano il vantaggio è per tutti, stiamo cercando di sensibilizzare sul rispetto di tutte le componenti, avversari e arbitri». Una mentalità diversa con cui approcciare questo mondo: «Troppo spesso questo ambiente è eccessivamente competitivo – conclude Persampieri – e si perde l'aspetto formativo». Alberto Colli Franzone