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Potrebbe offrire qualche spunto di riflessione la recente attribuzione a Goteborg (Svezia) del Premio 2014 "per le città a misura di disabili". Appena dietro Goteborg, si sono piazzate Grenoble (Francia) e Poznan (Polonia). Si tratta di un riconoscimento che - a partire dal 2010 - viene assegnato alle città che abbiano realizzato significativi interventi di adeguamento e innovazione del proprio contesto urbano, infrastrutturale, e residenziale al fine di migliorare l'accessibilità e la fruizione da parte delle persone disabili e dagli anziani. Sono quattro i parametri in base ai quali la commissione dell'U.E. valuta i miglioramenti infrastrutturali adottati o in via di elaborazione: l'ambiente urbano e gli spazi pubblici, i trasporti e le relative infrastrutture, l'informazione e la comunicazione (comprese le nuove tecnologie Tic), le strutture e i servizi. Si stima che nell'U.E. una persona su sei è oggi affetta da disabilità (si tratta di ben 80 milioni di cittadini) mentre un terzo degli ultrasettantacinquenni accusa deficit neuro-motori che ne limitano la qualità della vita: per questi motivi Josè M. Barroso - presidente della Commissione europea - ha adottato una vera e propria "strategia globale europea" per superare gradualmente (possibilmente entro il 2020) le barriere e gli ostacoli (urbanistici, architettonici, infrastrutturali, legislativi, di comunicazione) che impediscono alle persone disabili un accesso paritetico alla vita sociale, a partire dai contesti urbani di vita e di residenzialità. Abbattere ogni tipo di barriera è un dovere di civiltà che restituisce piena e paritetica dignità alla persone in vista del superamento di ogni discriminazione fisica e stigma sociale: tutti gli ostacoli materiali e immateriali che si frappongono a questo principio di eguaglianza e partecipazione devono dunque essere rimossi. A questi principi sanciti e condivisi a livello di U.E. dovrebbero ispirarsi le politiche nazionali in materia di legislazione sulla disabilità: si tratta di un tema attuale sul quale misurarsi in termini di sostenibile progettualità, proprio in concomitanza con le prossime elezioni Europee, per rimettere (più dei mercati, delle banche e della globalizzazione) la persona e i suoi diritti al centro del dibattito politico. Proprio a partire da Pavia, interessata anche al rinnovo dell'istituzione municipale: il fatto che l'annuale bando dell'U.E. "per le città a misura di disabili" sia rivolto ai contesti urbani superiori ai 50 mila abitanti potrebbe costituire un'occasione e uno stimolo per restituire al tema della disabilità e del superamento delle barriere edilizie, architettoniche, dei servizi, dei trasporti e della comunicazione la dovuta considerazione, per valutare idee e proposte di chi si candida alla guida della città per i prossimi cinque anni. Francesco Provinciali