San Matteo, al lavoro due notti di fila «Manca il personale»

Cambi di orario anche nelle prossime settimane al San Matteo, ma nessun reparto chiuso. L'ambulatorio prelievi sarà chiuso per l'intera giornata di sabato 26 aprile. Orario ridotto invece per il Cup centrale, il Centro unico prenotazione situato nella palazzina ex-Asl in piazzale Golgi. Gli sportelli chiuderanno alle ore 15:40 anziché alle 17:40 domani, mercoledì 30 e venerdì 2 maggio. Il 26 aprile sarà chiusa anche la clinica Intra moenia, mentre il day hospital della ginecologia sarà chiuso solo il 2 maggio. PAVIA Due notti di fila al lavoro per fare in modo che ai malati ricoverati nelle cliniche mediche al secondo e quarto piano del Dea non manchi l'assistenza. Ma fare i turni è diventato quasi impossibile per infermieri e operatori socio sanitari delle Cliniche mediche del San Matteo. La denuncia arriva dai delegati della Uil Fpl: «Medicine non possono più fare i turni – spiega Marco Grigani – già erano stringati coi numeri, ma ora non si riesce più. Questa situazione si è aggravata nell'ultimo mese ma è peggiorata per i trasferimenti e le malattie». «Mancavano già cinque infermieri per la notte e 4 Oss – spiega la delegata Susanna Cellari – Il problema più grosso è al quarto piano». Al secondo piano, invece, nella carenza globale di personale si inserisce un altro tema: lì sì è appena trasferita l'endoscopia digestiva. I trasporti interni al Dea, ovvero gli operatori che portano i pazienti a fare esami o visite all'interno del nuovo ospedale,si occupano solo dei trasporti verticali. Da un piano all'altro. «Gli spostamenti sullo stesso piano – prosegue Cellari – devono essere gestiti dal personale del reparto. Che però, per le medicine, è parecchio carente: spesso c'è solo un infermiere e un Oss a gestire 32 letti, se deve farsi carico anche di portarli all'endoscopia, diventa impossibile». Con le 70 assunzioni finanziate con risorse proprie dalla fondazione San Matteo, la carenza di personale (certificata da un accordo fondazione-sindacati) è passata da 254 a 184 tra infermieri e operatori socio sanitari. «In Radiologia centrale – spiega Grignani – che ora si divide tra dea e vecchio padiglione, è stato implementato il servizio di diagnostica con una tac in più. Lì da 9 infermieri più un part time si è passati a 8 più uno, e gli Oss sono passati da 6 a 4. Era stato assicurato che le tre tac avrebbero funzionato in alternanza invece sono tutte aperte ma al momento non si riesce a garantire un infermiere in ogni diagnostica: servirebbero almeno altri 2 infermieri e 3 Oss». In questo periodo si sente molto la mancanza degli operatori di supporto in numero adeguato. Se per quanto riguarda gli infermieri, fermo restando che per funzionare al meglio servirebbero molte persone in più nei reparti, l'immissione di nuove forze si sente, per quanto riguarda gli Oss sono stati confermati solo i 7 interinali. In più, spiegano i rappresentanti dei lavoratori del comparto, per quanto riguarda gli Oss si aggiunge un'ulteriore complicazione: non ci sono graduatorie da cui attingere per eventuali assunzioni, perché con le chiamate si è arrivati alla fine dei 130 nomi, ed è finita anche la graduatoria per la sostituzione delle cosiddette grandi assenze. a.ghezzi@laprovinciapavese.it