«L'OltreVoghe in D senza rivoluzioni»
di Stefano Romano wVOGHERA La maglietta "We are D champions" (pronunciare in anglo-oltrepadano) è già un cult, ma c'è anche la versione "Più D così non si può». I messaggini e i post sui social network sono pieni di "SoDDisfazioni". Scherzano i ragazzi dell'OltreVoghe: festeggiano vittoria del campionato e la promozione in serie D con tre giornate d'anticipo e scherzano. Ma la serie D non è uno scherzo. E' brutto chiedere nei giorni della festa se l'OltreVoghe ha già le carte in regola per la serie D? «Per quel che mi riguarda questa squadra ha già tutto quello che serve per fare una buona D senza preoccupazioni», risponde a botta sicura il presidente Flavio Vercesi. Qualche dettaglio in più? «Daniele Di Gennaro in serie D ha già fatto più di 100 gol. Poi ci sono elementi come Di Placido e Balacchi che hanno frequentato abbondantemente la categoria. Saremmo felici di confermare anche Panigada. Ma fare nomi non è bello: stiamo parlando di una squadra che ha stravinto il campionato: evidentemente tutti sono stati al di sopra delle aspettative. A partire da giovani come Gaione, Fautario, Celori o Vercesi... Ma adesso non cito qualcuno e sbaglio. Non faccio più nomi perché, lo ripeto, tutti sono stati bravi. Ecco: il campionato lo ha vinto una squadra, non una serie di individualità». Una squadra guidata da un mister scelto all'ultimo minuto in estate: cosa diciamo di Fabio Visca? «E cosa dobbiamo dire di un mister che ha stravinto il campionato? Per quel che mi riguarda il suo posto in panchina è blindato: sapevamo che era stato un buon calciatore, ma sulle sue qualità di allenatore abbiamo scommesso. E abbiamo vinto. Ha qualità umane, oltre che tecniche: è così che si vincono i campionati: costruendo squadre di uomini di valore prima che calciatori capaci». Gli uomini di valore sono rari e i calciatori capaci costano. Si dice che la cavalcata vittoriosa dell'OltreVoghe in Eccellenza sia costata circa 300mila euro: quanto costerà la serie D? «Non posso parlare di cifre, ma posso dire che l'idea è quella di affrontare la serie D più o meno con lo stesso budget dell'eccellenza». E il pubblico? E' stato all'altezza della squadra che ha ammazzato il campionato? «Certo: abbiamo avuto al Parisi una media di 500 spettatori "veri", ma quello che conta di più è che dall'inizio di questa avventura, meno di un anno fa, alla vittoria del campionato con tre giornate di anticipo l'attenzione e il calore sono cresciuti».