La risposta a una lettera sulla repubblica di Salò
PAVIA Nell'editoriale del periodico del Nastro Azzurro di giugno 2011 il generale Magnani caldeggia l'istituzione dell'Ordine del Tricolore per chi abbia partecipato "da qualunque parte" alla Seconda guerra mondiale. A un lettore in disaccordo risponde: «Non ho pretese di riscrivere la nostra storia patria né di giustificare il fascismo (...). Si può fare una colpa a chi a vent'anni scelse (taluno vi si ritrovò) dalla parte "perdente"?». Fautore della «pacificazione», in un'altra risposta scrive che «Il duce aveva dominato il Paese per 20 anni non col terrore, come si vuole spesso far intendere, ma col fascino e con l'attrazione di una grandezza nazionale alla quale gli italiani non potevano resistere» e «non aveva commesso errori politici di rilievo fino a quando aveva deciso l'entrata nella seconda guerra mondiale». Sul perché non si riesca a festeggiare unitariamente il 25 Aprile risponde citando Pansa e un pezzo della Stampa «dal titolo "Che sia giornata di lotta oltre che di celebrazioni"» e dice «Non ci sono speranze! Purtroppo». E ancora, dà ragione alla lettera di un lettore che tesse le lodi di chi scelse la Repubblica sociale italiana per difendere la patria. Le altre contestazioni riguardano prese di posizione su No Tav, Carlo Giuliani e il G8, i marò.