Delitto di Pontecurone l'autopsia cambia tutto

di Paolo Fizzarotti wPONTECURONE A quasi cinque mesi dal delitto di Pontecurone, resta in carcere Alessandro Loiacono e cioè l'unico accusato della morte di Domenico Belsito. Gli esiti dell'autopsia, ancora coperti dal segreto istruttorio, potrebbero però presto rivelare inediti scenari per il delitto: secondo alcune indiscrezioni Belsito non sarebbe morto per le percosse, come si è sempre detto, ma per soffocamento. E a un'ora diversa da quella fino ad oggi indicata per il delitto. Se queste indiscrezioni verranno confermate al momento di chiudere la fase istruttoria, la posizione di Loiacono sarà indubbiamente alleggerita. Potrebbe addirittura essere prosciolto dall'accusa di omicidio. «Il mio assistito - afferma l'avvocato Antonello Notaro, di Milano, legale di Loiacono - è disperato. In carcere non parla con nessuno, non esce neppure durante l'ora d'aria. Più che per sè stesso, è preoccupato per la famiglia. Ha una bambina di pochi mesi, che non ha praticamente mai visto; la moglie non lavora e non ha mezzi di sussistenza. Per noi della difesa non c'è motivo di tenere in carcere Loiacono: non c'è il pericolo di fuga, di reiterazione del reato o di inquinamento delle prove. Loiacono non ha precedenti penali: ha sempre ammesso le sue responsabilità, specificando però di avere agito per legittima difesa. Subito dopo Pasqua chiederemo la libertà provvisoria e il rilascio immediato».Secondo le indiscrezioni, l'autopsia che è stata appena depositata avrebbe aperto scenari inediti. Loiacono ha sempre ammesso di avere avuto una colluttazione con Belsito, che voleva costringerlo a cedere l'attività di recupero di rottami ferrosi di Pontecurone a favore di una terza persona. Durante la colluttazione, Loiacono aveva colpito alla testa Belsito con un oggetto, o forse la vittima era caduta e aveva battuto il capo su uno spigolo. Belsito aveva comunque perso i sensi. Secondo quanto sarebbe emerso dall'inchiesta, Loiacono, pensando che Belsito fosse morto, lo aveva caricato nel bagagliaio dell'auto dello stesso Belsito. Era quindi andato a Lu Monferrato, dove abita la terza persona interessata alla sua azienda. Aveva parcheggiato la Fiat nella piazza centrale; poi era andato a casa dell'amico di Belsito e aveva gettato nel suo giardino i due cellulari della vittima e le chiavi dell'auto. Sempre secondo le indiscrezioni dopo che Loiacono se ne era andato, l'uomo residente a Lu Monferrato era andato a vedere: alle 18 aveva aperto il bagagliaio della Fiat, aveva visto il corpo e aveva subito richiuso il portellone del vano bagagli. Aveva poi dato l'allarme alle forze dell'ordine solo alle 23, dopo averci pensato per ore. A quanto sembra le telecamere di sicurezza di Lu Monferrato avrebbero ripreso la scena delle 18. Secondo le indiscrezioni, però, l'autopsia avrebbe stabilito che il decesso non è avvenuto per il colpo in testa ma per soffocamento: per la precisione nel lasso di tempo compreso fra le 18.30 e le 20. Se fosse così, la responsabilità principale della morte non sarebbe soltanto di Loiacono. @paolofizzarotti ©RIPRODUZIONE RISERVATA