Garlasco, a rischio il piano per il lavoro dei disabili

GARLASCO Futuro incerto per il progetto di inserimento nel mondo del lavoro dei diversamente abili all'ex orfanotrofio "Serafini" della centrale piazza San Rocco. Il lavoro non c'è per nessuno, nemmeno per chi è più in difficoltà. A fine maggio l'amministrazione di Garlasco avrà un confronto con la cooperativa "Aironi" di Sannazzaro che gestisce il servizio. «Se non si può andare avanti così – spiega il sindaco Pietro Farina – Cercheremo di trovare un'altra soluzione». Il problema è di costi e di progetti di inserimento che mancano. Gli assistiti nel progetto alla ex Serafini sono sostanzialmente sempre i soliti e difficilmente, per via dell'assenza di aziende sul territorio in grado di assorbire l'offerta di lavoro, riescono a trovare una collocazione. Insomma, per andare avanti così bisognerebbe aumentare anche le rette, secondo quando trapelato dai primi incontri tra la cooperativa e il Comune, per mantenere inalterato il servizio. L'incubo a settembre è quello della chiusura del progetto all'ex orfantrofio, che è comunque sfruttato, dato che ci sono 5 appartamenti per cittadini in difficoltà realizzati alcuni mesi fa. Uno scenario, quello della serrata del progetto, che la giunta di Garlasco vuole evitare anche per non ridurre le attività all'interno di una struttura storica restituita alla città solo nel 2009 dopo anni di degrado e con un intervento da oltre 200mila euro. «Se non sarà possibile andare avanti così – aggiunge il sindaco di Garlasco – Penseremo ad una soluzione più idonea a tutti. Cercando di proseguire con la collaborazione, anche con le associazioni di Garlasco che si prodigano molto per i diversamente abili, in maniera tale da tenere attiva questa struttura. Un'opera iniziata dai nostri predecessori e che vogliamo portare avanti». Proprio la giunta Farina, poco più di un anno fa, aveva rivoluzionato la gestione della struttura rispetto alla riapertura del 2009. Anziché utilizzare gli spazi come alloggi per mamme sole in difficoltà (l'idea originaria era di ospitare anche le donne vittime di violenze), l'ex orfanotrofio ha dedicato gli spazi comuni al piano terra proprio ai disabili con margine di recupero sull'autonomia e l'inserimento professionale. I cinque mini-appartamenti indipendenti al piano superiore, invece, sono diventati alloggi per persone in difficoltà economica che necessitano di un percorso di recupero , e che potranno occuparli per un periodo determinato da 6 a 18 mesi. Sandro Barberis