Beve acido muriatico e muore a 28 anni
di Paolo Fizzarotti wVOGHERA Per togliersi la vita ha scelto il metodo forse più doloroso: ha ingerito dell'acido muriatico. E' morta all'ospedale Niguarda di Milano, dopo un'agonia durata molte ore. Vittima della tragedia è stata una ragazza vogherese di 28 anni. Le è stato fatale soprattutto il luogo che ha scelto per mettere in pratica il suo gesto, una frazione sperduta del Brallo di Pregola: nelle ore intercorse fra quando è scattato l'allarme e quando la ragazza è giunta al pronto soccorso del Niguarda, l'acido ha avuto il tempo di provocare gravissime lesioni interne. L'allarme scatta alle 17.30 di giovedì, quando una voce di donna chiama il 118 per chiedere aiuto. La donna non è in grado di parlare; poi la comunicazione si interrompe. L'addetto alla centrale operativa capisce subito che non si tratta di uno scherzo: sta accadendo qualcosa di molto grave, ma bisogna capire dove. Il 118 ci riesce localizzando la cellula telefonica da cui è partita la chiamata: la frazione Bocco del Comune di Brallo, sopra Bralello. Intanto però passa del tempo prezioso. Alle 18.30 viene inviata un'ambulanza della Croce azzurra di Romagnese: per raggiungere Bocco impiega 40 minuti. Poi i soccorritori devono parcheggiare l'auto a 500 metri di distanza e poi salire con la barella a mano. La giovane è nel giardino della seconda casa di famiglia, in stato di semincoscienza. L'ambulanza parte verso l'ospedale di Varzi, ma servono altri 40 minuti. Nel frattempo il 118 decide di mandare la giovane a Milano. L'appuntamento con l'elisoccorso è allo stadio di Varzi. Il medico del 118 la intuba sul posto e poi decolla. «Era una ragazza molto riservata, non parlava mai con nessuno - dicono in paese - aveva dei lontani parenti che vivono qui, e la sua famiglia ha una seconda casa a Bocco. Veniva praticamente tutti i giorni, con la sua auto. Lo scorso inverno faceva una passeggiata verso Colleri, sempre da sola. Con la bella stagione andava a Bocco, parcheggiava e poi andava a piedi fino a Cima Colletta. A volte la vedevano leggere un libro. Alle 18 prendeva l'auto e tornava a Voghera. In tutti questi mesi non ha mai parlato con nessuno, non è mai entrata in un negozio o in un bar. Quando qualcuno provava a parlarle o la salutava, non rispondeva. Si dice che fosse caduta in depressione dopo avere perso il lavoro, ma qui nessuno sa qualcosa di più». @paolofizzarotti ©RIPRODUZIONE RISERVATA