«Sangue di Giuda, serve una Docg»
BRONI Preservare il Sangue di Giuda, come vino e come denominazione, dall'assalto di imbottigliatori e trasformatori. Un nome, un mito. La leggenda vuole che Giuda ritornato in vita a Broni, sia scampato dall'ira dei bronesi salvando le loro viti da una malattia, da qui la strana dedica. Il Distretto del vino ora lancia una nuova sfida, per salvare quella che è, insieme al Buttafuoco, l'unica denominazione esclusiva del territorio. «Abbiamo l'obbligo di preservare il Sangue di Giuda perchè è un patrimonio degli agricoltori oltrepadani - spiega il presidente del Distretto, Fabiano Giorgi – In un momento di crisi come questo è l'unico vino richiesto dal mercato estero, che può dare un valore aggiunto per quanto riguarda i prezzi». Il Sangue di Giuda è prodotto sul territorio di undici comuni in 1.800.000 bottiglie l'anno e il suo prezzo minimo dovrebbe essere sui 3,50 euro alla bottiglia. Ma ora, imbottigliatori e trasformatori, soprattutto in Spagna e Stati Uniti, stanno vendendo il prodotto a 1 euro alla bottiglia, in quantità superiori alla reale produzione, a scapito della qualità del vino stesso. «Puntiamo ad ottenere l'imbottigliamento in zona - spiega ancora il presidente del Distretto - e stiamo anche valutando la richiesta di una Docg». Il rischio che i produttori vogliono evitare è che il Sangue di Giuda faccia la fine della Bonarda «Non possiamo permettere che anche questo prodotto venga sfruttato e poi abbandonato» conclude Giorgi. (o. m.)