Appesa a un filo la trattativa con Etihad

Difficilmente faranno il Ponte di Pasqua le diplomazie al lavoro tra Roma e Abu Dhabi per tessere la tela nella difficile partita Alitalia-Etihad. I contatti continuano febbrili su più fronti, dopo l'invio della contro-lettera dal quartier generale di Alitalia, con le risposte alle condizioni «ineludibili» poste dalla compagnia aerea emiratina. La trattativa sarebbe appesa a un filo, di qui il faro del governo. «Ci stiamo lavorando» commenta il premier Matteo Renzi. «La risposta di Alitalia è partita per Abu Dhabi e quindi rispetto alle questioni contenute nella lettera di Etihad, l'Ad di Alitalia ha risposto nel merito delle osservazioni poste» ha confermato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi. Il cda presieduto da Roberto Colaninno si riunirà subito dopo il ponte pasquale, il 22 aprile a Roma. Una riunione fissata da tempo per fare il punto sulla situazione e aggiornare i consiglieri sui vari passaggi e scambi di missive. Nel frattempo potrebbe arrivare la risposta degli arabi. I contatti proseguiranno in questi giorni e il fronte della trattativa vede in prima linea non solo gli istituti di credito, ma lo stesso governo. In una partnership industriale credibile, i punti sui quali insiste Abu Dhabi sono quelli già noti: gli arabi chiedono soprattutto un abbattimento dei costi, un ripensamento delle risorse, con risparmi da realizzare a cominciare dal lavoro, con 2.500-3.000 esuberi. Un'analisi delle rotte con un interesse esplicito a valorizzare gli scali di Roma e Malpensa in un'ottica di sviluppo del Mediterraneo, con le adeguate infrastrutture; una sostanziosa ripulitura dei debiti con le banche (nella parte di nuova finanza Unicredit sarebbe esposta per circa 50 milioni, più consistente l'impegno da parte di Intesa). Se le tessere del puzzle andranno a posto da parte delle banche non dovrebbero sorgere ostacoli.