Andrea Vitali «Un altro libro con il mio mondo»

VOGHERA Il romanzo "Premiata ditta sorelle Ficcadenti" (Rizzoli, pp. 448, euro 18.50) è stato un gran successo: uscito a febbraio è stato per settimane in vetta alle classifiche dei libri più venduti e a distanza di due mesi non ha ancora abbandonato il suo posto tra i primi dieci. L'autore di questo bestseller, Andrea Vitali, scrittore prolifico ed eclettico, oggi pomeriggio alle 17 sarà alla biblioteca civica Ricottiana per far conoscere al pubblico la spassosa comunità di Bellano, paesino sulle rive del lago di Como dove da sempre lui vive e che ha scelto come ambientazione della sua ultima storia. La trama: il parroco del paese sarà impegnato ad indagare sul conto della bella Giovenca Ficcadenti e di sua sorella Zemia appena giunte in paese con lo scandaloso intento di aprire una merceria. Le investigazioni del curato si mischiano così con i pettegolezzi e le chiacchiere delle beghine accrescendo a dismisura il mistero che sembra avvolgere le due donne. Quand'è che guardandosi intorno ha pensato per la prima volta che il suo paese fosse un luogo perfetto per ambientarci un romanzo? «A 25 anni, quando finita l'università ho iniziato a frequentarlo veramente. Allora mi sono accorto che se avessi voluto scrivere romanzi non avrei dovuto inventarmi nessun altro luogo perchè tutto ciò che mi sarebbe servito era sotto i miei occhi. Così ho cambiato le epoche ma romanzo dopo romanzo sono tornato sempre qui, nell'unico luogo che conosco abbastanza bene per poterlo raccontare, nell'unico luogo dove mi trovo completamente a mio agio». E come mai questa data, il 1915? «Per due motivi principali: in primo luogo perchè l'inizio del secolo scorso è un periodo che mi ha sempre affascinato per via dei tanti sconvolgimenti (nel mondo del costume, della politica, dell'arte e così via) che ha comportato ma anche perchè nella storia avevo bisogno di inserire un personaggio morto in guerra e la prima guerra mondiale mi è sembrata la scelta migliore. Nonostante fosse un periodo che conoscevo bene ho dovuto documentarmi per un anno, consultando i documenti del comune e tutto il materiale fotografico che ho trovato commettendo comunque qualche piccolo errore». Quindi l'ambientazione e il periodo storico sono reali. E i personaggi? «No, quelli sono tutti inventati. Ad essere vero è però un altro elemento centrale nel romanzo: la merceria. È nello stesso punto in cui era anni fa, quando vi entrai per la prima volta da bambino. Ricordo che mi affascinò moltissimo, con quell'odore particolare e tutti quegli oggetti sconosciuti: era un luogo misterioso e femminile, un luogo che ho sempre voluto inserire in una storia e che finalmente sono riuscito ad utilizzare». Questo libro sta riscuotendo un successo clamoroso: come se lo spiega? «Tendo a dare il merito al diverso impegno profuso nella promozione da Rizzoli rispetto alla precedente casa editrice ma può darsi che sia stata anche questo particolare intreccio ad aver catturato maggiormente l'interesse dei lettori. In ogni caso questo clamore mi ha un po' sorpreso ma di certo non me ne lamento». Serena simula