Braia ci crede ancora «La mia Riso Scotti può fare il miracolo»
PAVIA La speranza della Riso Scotti di passare il turno e approdare alle semifinali per la promozione in serie A1 è legata a un filo. Non a caso, dopo aver espugnato il Palaravizza con un pesante 0-3, dirigenti e giocatrici di Scandicci si sono fermate al bar del palasport e hanno brindato prima di salire sul pullman e tornare in Toscana come se avessero già passato il turno. Per vincere, infatti, le pavesi dovranno espugnare il palasport fiorentino 0-3 e vincere il golden set: una specie di miracolo, soprattutto per la squadra vista l'altra sera. «Lasciamo perdere i miracoli – spiega Rosario Braia – diciamo che dovremo giocare la partita perfetta. Così come Scandicci l'ha giocata a Pavia, noi dovremo andare a imporci sul loro campo. Tranne nel primo set, negli altri due le nostre avversarie sono state quasi perfette all'andata al Palaravizza. Per superare il turno non dovremo sbagliare assolutamente nulla, sapendo di avere la mannaia sul collo pronta a tagliare ogni nostra speranza, visto che a loro basta un set per approdare alle semifinali». E' anche vero, però, che tutta la pressione sarà sulle spalle di Scandicci, perché a Pavia i bookmaker non danno proprio alcuna possibilità. «Potrebbe essere uno degli spunti della sfida di domani – continua il coach della Riso Scotti – credo però che la cosa più importante sia giocare benissimo, mettendo in campo il cuore e la determinazione, ma anche il cuore e la tattica, senza aver paura di sbagliare una ricezione o un attacco». A proposito di errori, l'altra sera la Riso Scotti nel solo primo set ha sbagliato 7 battute, che hanno annullato tutti i vantaggi che la squadra pavese aveva accumulato in ricezione e in attacco. Braia come lo spiega? «Non me lo spiego – risponde il coach della Scotti – le ragazze avevano ordini precisi che rispettavano quelle che sono le migliori caratteristiche di ognuna. Non ho chiesto una battuta speciale per mettere in difficoltà le avversarie e neppure di forzare certe situazioni. A un certo punto non ho neanche chiesto di battere in un punto speciale del campo, ma solo di buttarla dall'altra parte. E' inspiegabile quanto accaduto, ma nella mia squadra a volte accadono delle cose che sono inspiegabili». Se nel primo set comunque Pavia ha giocato una buona pallavolo, negli altri due proprio no. «Due set molto difficili da digerire – concorda Braia – la squadra è stata, come sempre, vittima di quanto accade, non è mai stata propositiva, ma ha subito le avversarie. Non solo, il match ha evidenziato quelli che sono stati i limiti del gruppo di quest'anno, dove abbiamo sempre momenti molto alti e altri molto bassi, come quando la palla cade a terra senza nessuno che intervenga oppure come quando due giocatrici si scontrano per ricevere. Eppure le ragazze sanno le cose che devono fare, è un anno che si allenano insieme ma hanno dimostrato in questa sfida play off una fragilità caratteriale eccessiva. Ora andiamo a Scandicci per giocarci l'ultima chance della stagione». Maurizio Scorbati