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VALLE LOMELLINA Discarica d'amianto il male minore n Siamo un gruppo di persone, con solide fondamenta nella tradizione della nostra zona, che vorrebbe dare un'opinione sulla discarica d'amianto di Ferrera. Abbiamo sentito pareri autorevoli, considerazioni sensate circa problematiche relative all'ubicazione del sito (vicinanza falda acquifera, strade insufficienti, pericoloso accostamento con il sito industriale della raffineria di Sannazzaro, ecc.) ma non abbiamo ancora soluzioni convincenti circa la risoluzione della problematica amianto. Tenere sui tetti le lastre di eternit è più dannoso che interrarle ma non ci sono altre soluzioni se non inserirle in discarica. L'assenza di valide alternative, ci convince sia opportuna questa strada in attesa che se ne trovi una migliore. Il vero problema è la gestione della discarica e per questo siamo convinti che l'Ente di gestione del sito, a partecipazione pubblica, avrebbe garantito che le meritevoli associazioni che si battono contro la realizzazione e per la salvaguardia delle popolazioni, potessero partecipare alla fase del controllo, grazie alla porta aperta lasciata dal Clir. Realizzare questo sito, con gli opportuni accorgimenti circa le criticità evidenziate, è un'opportunità per difendere la collettività e non per danneggiarla. Crediamo invece che gli sforzi delle varie sigle istituzionali e di rappresentanza civile, debbano invece essere convogliati su problematiche molto più dannose per la nostra salute, come il raddoppio dell'inceneritore di Corteolona e il nuovo forno di Parona (potenzialità distruttive ben al di sopra delle necessità locali), la raffineria di Sannazzaro, ottavo sito più inquinante d'Europa, meritevole di maggiori monitoraggi, la bonifica delle aree industriali dismesse (Necchi e Fibronit) o lo smaltimento dei fanghi in agricoltura, vero immenso problema che avrà risvolti sulle generazioni future. Per tutto questo, riteniamo che la discarica di Ferrera sia un falso problema e che le vere criticità debbano essere affrontate altrove. Tradizione e Territorio.it della provincia di Pavia pavia Il sindaco Fregoli veloce come un battito n Non so se l'amore per il presenzialismo del nostro sindaco Cattaneo, il più amato d'italia, sia più imbarazzante o fastidioso. Quando è spuntato nella trasmissione "Omnibus" della Sette, qualche talk-show orsono, in molti si chiesero chi fosse questo carneade dalla "e" debole gallo-italica. Era il tempo della formattazione del Pdl cuginetta della rottamazione renziana e di lui in città si diceva che ce lo eravamo giocati per cariche nazionali nel partito dell' azzoppato ex Cavaliere. Che allora siano state quelle o no le sue aspirazioni, certo ora si sta impegnando con tutte le sue forze per apparire, secondo solo a Renzi e, ovviamente, a Silvio in catene. Le prossime elezioni saranno probabilmente un nuovo trampolino di lancio verso orizzonti azzurri e radiosi nonostante il cedimento dei blocchi di partenza del Pdl. I compagni di partito indagati, condannati ed espatriati non intaccano il suo sorriso un po' così, in quella faccia un po' così come se avesse visto Genova. Ce lo ritroviamo nei mega cartelloni, sui furgoni al posto delle salsicce e appeso agli autobus come un portoghese fisso a guardare l'orizzonte. Mi dicono di sue fugaci quanto efficaci apparizioni ovunque per testimoniare che il cambiamento continua e la gente è contenta, specialmente i semplici e i vecchietti ai quali basta un sorriso per sentirsi amati e amare. All'inaugurazione della statua della Madonna del Broletto dopo due parole di circostanza mi è bastato un battito di ciglia ed era sparito come Fregoli per riapparire chissà dove, magari nella trasmissione "Coffe break" a provocare, come lui stesso dice, con le sue banalità populiste. Chiunque passi per Pavia che si chiami Kyenge o Serracchiani, da buon padrone di casa, lo saluta, anche non richiesto. Oggi l'ho visto sul piccolo schermo e l'ho sentito dire che integra le posizioni di Brunetta, se gli viene in mente fa anche il giro delle palestre pavesi come integratore. What else ? Paolo Oropallo PAVIA Proprio non sopporto lo stile Grillo n Come da tanto tempo, anche ora il comico Beppe Grillo, che pretende di fare il politico (ma istrione resta) si permette di usare le immagini del lager di Auschwitz per lanciare insulti al governo Renzi. A me hanno insegnato il rispetto delle istituzioni italiane (visto che a tre anni con il valigino ho dovuto abbandonare Fiume) poi mi sembra un oltraggio "all'olocausto" usare quelle foto! E Grillo si proclama democratico... Non mi era ancora capitato di vedere un politico alla Grillo. Forse ce ne sono in Africa e Sudamerica. In Europa li hanno eliminati. Possibile che a noi tocca sopportare il suo "carrozzone" da clown? Lilia Derenzini SAN GENESIO Riforma del Senato e autonomie n Il bicameralismo paritario non va. Però la Camera non ha riconosciuto la parità di diritto per le elezioni alle donne e così la questione è passata al Senato. Si vuol eliminare il Senato per ridurre le spese. È convincente questa motivazione? A me non sembra. Per ridurre le spese occorre diminuire il numero dei parlamentari. Il governo è per i 630 deputati. Il senatore Vannino Chiti, assieme ad altri 21 senatori del Pd, il 3 aprile ha presentato una proposta di legge per ridurre il numero dei deputati da 630 a 315 e i senatori da 315 a 106, totale 421 parlamentari! Altro argomento per eliminare il bicameralismo paritario è di creare il Senato delle autonomie. Da ex revisore dei conti della Provincia, ricordo in passato quando per esempio la Prefettura approvava in via eccezionale al Comune di Sannazzaro l'acquisto del cappello di paglia per il cantoniere raccomandandosi di seguire la norma per le spese, la cui procedura è molto più costosa del prezzo del cappello, o quando all'Amministrazione provinciale di Pavia, che voleva sostituzione la vecchia auto con una Giulietta si è vista imporre dalla Prefettura di acquistare invece una Fiat. Ma ora le cose sono un po' cambiate. Per esempio il Comune di San Genesio recentemente ha fatto i lavori nel centro storico per oltre un milione di euro praticamente a trattativa privata (la ditta che doveva pagare gli oneri di urbanizzazione ha eseguito i lavori predetti). Ma siamo pratici. Cosa possono fare i senatori per l'autonomia? Non possono fare leggi, perché le leggi le fa la Camera. Possono fare delle discussioni. Per fare questo è necessario che siano senatori? Suvvia, siamo seri! A questo punto sorge un dubbio, che ci sia uno scopo recondito. Più importante del sottoscritto c'è una personalità come Stefano Rodotà, che vede una sorta di deriva autoritaria nel ddl del governo. Riflettiamo! Per Vannino Chiti questa è una riforma costituzionale, non una legge ordinaria. Prevede la fine del bicameralismo paritario, e che per la gran parte delle leggi l'ultima parola spetta alla Camera, tranne che per le riforme costituzionali, le leggi elettorali, ordinamento dell'Ue, ratifica dei trattati internazionali e diritti civili e politici fondamentali, come ad esempio i temi eticamente sensibili. Il nuovo Senato avrà compiti rilevanti, compresa l'elezione del Capo dello Stato. Il Senato deve essere di garanzia, e va eletto dai cittadini, con il proporzionale, possibilmente con le preferenze. Le indennità di tutti i parlamentari vanno parificate a quella del sindaco di Roma, e cioè circa 5.000 euro nette al mese. Matteo Renzi ha portato slancio giovanile. Ma non basta correre. Bisogna vedere chiaro dove si va a finire. C'è un proverbio che dice che la gattina… Ugo Barbero PAVIA Torre civica bisogna rimediare n In ricòrd adla Tur che burlà in tèra, / una bèla cerimonia e un gran discùrs, / una vasca, una ringhiera e un po' 'd gèra: / l'è l'idea rivà prima in tal cuncùrs. E chisà sal pensava l'architèt: / fa rivìv la Tur in un giögh ad lüs. / Ad sicür al pariva un bel prugèt, / ma è gnüd föra un laùr da barlafüs. Pö gh'è sémpar un quai maleducà / sensa tésta e nànca un po 'd rispèt, / alùra sum' a post, ghè gnént da fà: / agh tuca supurtà tüti i dispèt. Ma adès duarìsan propi rimedià/ cun un po' ad giüdìsi e sentimént, / par ridàgh memoria e dignità / ai quatàr mort insèma 'l monümént. Roberto Pozzi