Emodinamica, allarme della Cisl

VIGEVANO «Vigevano rappresenta un quinto della capacità ricettiva in rianimazione dell'intera provincia. Per questo chiediamo un impegno al sindaco perché le scelte e le spiegazioni dell'Azienda ospedaliera non ci convincono». A parlare è Domenico Mogavino, segretario provinciale Csil Fpi Pavia. «L'attuale soluzione – dice Mogavino - di dislocare due letti in unità coronarica, altri 2 in sala operatoria e uno al Pronto Soccorso è insostenibile, perché quei letti hanno bisogno di avere sempre un medico ed un infermiere: come facciamo se i letti sono sparsi per l'ospedale? Il rischio è che il personale debba fare doppie notti con turni di riposo ogni 10 o 14 giorni. Una soluzione c'è: utilizzare gli spazi appena ristrutturati di endoscopia digestiva, che ha le attrezzature necessarie anche per rianimazione». L'altro nervo scoperto in ospedale è emodinamica. «La relazione che Asl Pavia inviò in Regione nel 2012 – conclude il sindacalista – diceva che, dopo una ricognizione, si sarebbe dovuto investire nel reparto di emodinamica a Vigevano. La direttrice dell'Ao aveva poi detto di aver chiesto finanziamenti per entrambi gli ospedali, Vigevano e Voghera, ma di non aver mai avuto risposte. Ora la Regione ha destinato 3 milioni per edilizia sanitaria a Voghera e che lo stesso ospedale ha indetto un bando per un emodinamista esperto. Non vorremmo scoprire che parte di quei 3milioni sono stati investiti nella emodinamica vogherese». (s.bo.)