Torre d'Isola, si candida la Vaghi
TORRE D'ISOLA Rosangela Vaghi sarà la candidata sindaco per la lista di maggioranza. L'attuale vice sindaco ha rotto gli indugi, annunciando ufficialmente la sua intenzione di correre per la poltrona più importante del municipio.Raccoglierà il testimone dalle mani di Michele Trombetta, storico sindaco di Torre d'Isola. Che, nonostante la possibilità di correre per il secondo mandato consecutivo, ha rinunciato. La Vaghi, un passato da amministratore di lungo corso a Torre d'Isola, rinnoverà però la squadra quasi interamente. «Il nostro paese ha mantenuto nel tempo un territorio invidiabile come bellezza e qualità – afferma Rosangela Vaghi–. Con il nostro programma, incentrato su azioni finalizzate a valorizzare l' identità del paese e l' eco-sostenibilità nei confronti del suo ambiente, mettiamo in campo una squadra fatta per 9/10 di persone nuove per la politica, ma con notevoli capacità dimostrate ognuno nei loro settori di provenienza. Un mix di novità ed esperienza al servizio del futuro di Torre d'Isola». Per lei è stata una scelta quasi naturale, dopo l'addio annunciato di Trombetta. «Dopo 10 anni di impegno come amministratore del nostro Comune – sottolinea – penso di aver maturato sufficiente esperienza e capacità per mettermi in campo in prima persona nell'impegnativo ruolo di sindaco, con rispetto ed umiltà». Ad oggi, la Vaghi ha ricoperto l'incarico di assessore alla Pubblica istruzione, alla Cultura e alle Attività sportive. Non ci sarà questa volta, dunque, il dualismo che cinque anni fa aveva portato l'allora sindaco uscente, Marco Bellaviti, e il suo vice, Trombetta appunto, ad un passo dallo scontro (e relativa divisione della lista). Dopo 25 anni da amministratore, Michele Trombetta lascia. Nessun mistero sulla sua uscita di scena. «Sono stanco – dice semplicemente il sindaco –. Ho settant'anni. Giusto che qualcun altro porti avanti il Comune. Io quello che potevo dare, l'ho dato». Un quarto di secolo Trombetta lo ha passato in municipio, come consigliere, assessore, vice sindaco e sindaco. «Abbandono definitivamente il campo» giura Trombetta. Ma, in fondo in fondo, non solo per l'età. «Oggi non ha più senso fare l'amministratore – confessa il sindaco uscente –. Fai solo l'esattore per conto dello Stato, non sei più nemmeno padrone di asfaltare una strada per non sforare il patto di stabilità. E allora prendi solo le maledizioni dei cittadini».(g.s.)