Lomellina, centro al primo colpo La Promozione è tua

di Roberto Torti wMEDE Addì 13 aprile 2014, alle ore 16.30, l'attaccante Zanellati Simone si avventava in contropiede lasciando un solco sulla fascia destra e con destrezza infilava il portiere protesta in uscita. Cinque o sei minuti dopo, dribblandone cinque o sei, portiere compreso, il numero 7 Casagrande Alex tagliava il campo e depositava il pallone nel sacco. E prima che scoccassero le ore 5 del glorioso pomeriggio, il centravanti Damiano Pierluigi, detto il Bomber, incornava un cross dalla sinistra e siglava il rotondo 3-0. Vabbe' dai, un po' di epica non guasta per raccontare una partita storica per una società che di storia ne ha poca, un anno appena, e in qualche mese ha già coronato un sogno, vincere il campionato. All'ingresso vendevano le sciarpe con scritto Promozione, parola perfetta e inevitabile per spiegare il faticoso concetto che ci si è guadagnati la promozione per la Promozione. E se vendi sciarpe celebrative all'ingresso, e se riempi la tribuna, e se festeggi con tre giornate di anticipo, beh, sono tutti piccoli particolari che spiegano che le cose qui vanno bene bene, come direbbe Cassano. Erano i primi d'agosto del 2013 quando Lomellina Calcio diventava realtà con la presentazione ufficiale in municipio a Mede. Un primo abboccamento due anni fa, poi un contatto più deciso l'anno scorso, un progetto che nasce alla buona tra una pizza e una birra ma con le idee molto chiare. La storia è stampata sul muro dietro il banco del bar del Fantelli. Lo stemma bianconero della Sartiranese, quello rossonero della Medese e, in mezzo, la maglia che riassume una fusione tra colori calcisticamente contronatura. E tra due paesoni molto legati al loro campanile. Ma l'esperimento ha funzionato, eccome. Ed eccoli qui i vicepresidenti Pietro Pianzola (sponda Sartirana) e Devis Fornasiero (sponda Mede) festeggiare con la colomba «quando c'era qualche amico - ridacchia Pianzola - che diceva che non saremmo arrivati al panettone». No no, la fusione è riuscita, è virtuosa. Certo, mettere da parte la storia, l'orgoglio e i sogni delle due società non è stato facile («Si discute, ci si scontra e poi si viaggia nella stessa direzione»), ma ne è uscita una squadra che ha vinto il campionato di Prima e, a seguire, un settore giovanile completo dalla Juniores fino ai primi calci, totale 170 tra ragazzi e bambini. «A fine giugno apriremo il Lomellina Football Camp, un progetto a metà tra centro estivo e scuola calcio - spiega Fornasiero -. I giovani sono il futuro, questo serbatoio dovrà essere sempre pieno. Già dalla prossima stagione, in Promozione, le regole sui giovani ci costringeranno a scelte importanti. A maggior ragione, sui giovani punteremo tanto, direi tutto». Solo un anno, e avere già problemi di crescita: «Abbiamo unito le forze e abbiamo vinto. Soprattutto, abbiamo creato una realtà importante. Questo movimento, oltre che di personale, ha bisogno di spazi e di impianti - spiega Pianzola -. Speriamo nell'aiuto dei due Comuni e anche della Federazione, che per le piccole società fa pochino. Le ambizioni le abbiamo, e se qualcuno si vuole aggiungere le porte sono aperte». Intanto in campo è festa. Senza eccessi, ma un po' di baraonda è concessa. Cancelli aperti, prego, chi vuole può invadere. Spumante e gavettoni, secondo un copione consolidato, e un inno al gruppo, parola-chiave di questo successo. Dal presidente Marchesi a tutto il resto del consiglio, dal direttore sportivo Garda al dirigente del settore giovanile Gualdani. «Tutti hanno messo il loro mattoncino», dicono mentre si brinda. E poi c'è lui, Massimo Giacomotti, il mister, che a tutto questo ha messo una firma grande così. Festeggia sul prato con in braccio la piccola Gioia, nata da qualche settimana, la ragione stessa della sua scelta di allenare in Prima categoria, vicino a casa: «È una bella soddisfazione. Quando sono arrivato, a metà novembre, eravamo sesti a 7 punti dalla prima. Sembra facile parlarne ora, ma non voglio dimenticare da dove siamo partiti e come ci siamo arrivati: giocando buon calcio, segnando tanto, mostrando qualità». E l'anno prossimo? «Si può ripartire da qui: questo gruppo va ritoccato ma non smembrato, la serie superiore non deve fare paura». E lei mister, ci sarà? «Non ci ho ancora pensato, dico davvero. Mi godo questa festa. Ha visto che bel campo, che bel pubblico?» Con il braccio la pupa: dicesi felicità.