Azienda pavese paga ristrutturazione di Oncoematologia
di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Cinque nuove camere sterili per il trapianto di midollo. Dono di un privato al reparto di Oncoematologia Pediatrica del San Matteo. Valore stimato dei lavori, che dovrebbero partire a breve, circa 700-800mila euro. «Un dono piovuto dal cielo» ammette il direttore dell'Oncoematologia pediatrica Marco Zecca. E' la primavera del 2013. Il rappresentante di un'impresa pavese chiede un appuntamento al direttore della clinica. «Mi spiega che i titolari dell'azienda, un'impresa a conduzione familiare, avrebbero voluto fare una donazione» spiega Zecca. Avrebbero messo a disposizione una somma consistente per acquistare un macchinario. Zecca ci pensa un po'. «In quel momento non avevamo esigenze specifiche, per una cifra così alta poi...». Accompagnando il visitatore nel corridoio si lascia sfuggire: «Avremmo bisogno di ristrutturare il reparto, i bagni sono in comune...». I due si salutano, Zecca promette di rivalutare l'offerta del macchinario. Qualche giorno dopo, però, si presenta il titolare dell'impresa che vuole realizzare un desiderio della madre. Lo accompagna un tecnico. «Hanno fatto un sopralluogo e alla fine hanno manifestato il desiderio di ristrutturare il reparto. Sono rimasto senza parole. La fortuna è stata che l'impresa opera nell'edilizia». Manodopera, materie prime, può mettere a disposizione il suo staff. Parte l'avventura. L'ufficio tecnico del San Matteo, seppure in piena emergenza Dea, riesce a redigere il progetto. Vengono istruire pratiche e moduli da inviare al Comune, all'Asl e ai vigili del fuoco. La direzione avalla il piano. Nei giorni scorsi il progetto è passato in consiglio di amministrazione. Se i permessi dei vari enti arriveranno in fretta si partirà entro qualche settimana. «Si faranno carico dei lavori e questo ci permetterà di realizzare una nuova sezione Trapianti – spiega Zecca –. Cinque camere sterili con la più moderna tecnologia. Oggi sono a flussi lamellari e questo comporta che la parte sterile sia solo il letto, costringendo il bambino in quel luogo anche 20 giorni di fila. Le camere che realizzeremo sono a pressione positiva. Viene filtrata aria all'interno, con un principio simile a quello delle strutture sportive gonfiabili, per cui si crea un ambiente sterile e i germi non possono entrare ma solo uscire. Inoltre ad essere sterile, in questo modo, sarà l'intera stanza e il bambino avrà la possibilità di muoversi e scendere dal letto». Ogni camera inoltre avrà il suo bagno, altra importante arma contro la diffusione di germi. Durante i lavori al quarto piano tre, forse anche quattro delle cinque stanze saranno trasferite temporaneamente al quinti piano, lasciato libero dalla Patologia Neonatale (ora al Dea). Un intervento che premia anche il lavoro del reparto. Quello di Pavia nel 2013 è stato il primo centro trapiantologico lombardo (pediatrico) e il terzo in Italia con 48 trapianti, dopo Roma (il Bambin Gesù con 110) e Genova (l'ospedale Gaslini con 50). L'Oncoematologia pediatrica del San Matteo, che per la manipolazione delle cellule staminali lavora insieme al servizio di Immunoematologia, ha ottenuto di recente la certificazione europea al trapianto.