Giovane scomparso Il compagno in ansia «Nessuno mi crede»

di Linda Lucini wPAVIA La polizia ha visionato tutti i filmati delle telecamere del centro, ma di Denis Loci, il ragazzo 25enne scomparso mercoledì sera non c'è nessuna immagine: nè lui da solo che si allontana, nè di lui in compagnia di qualcuno. Le telecamere però non sono puntate nei pressi del portone dello studio in piazza della Vittoria, da dove il giovane è uscito per andare a prendere un caffè dopo la cena con il suo convivente e un amico. «Anche la famiglia in Albania che sino a ieri mi minacciava di morte, ha smesso di farsi sentire e questo non mi fa presagire nulla di buono», dice il compagno di Denis Loci che è convinto che qualcuno abbia voluto punire il giovane perchè non accettava loro storia d'amore. «Lunedì andrò in procura perchè questa situazione mi fa impazzire. Nessuno mi crede – dice ancora – Avrò qualche diritto di sapere, anche se noi gay di diritti civili ne abbiamo ben pochi. Se solo sapessi che sta bene, ma è il dubbio, è il mistero di questa situazione che mi devasta». Per lui l'ipotesi di un allontanamento volontario del giovane è impensabile, magari proprio per troncare quell'amore che la famiglia albanese non accettava: «Era lui che voleva rendere pubblica la nostra storia, io lo assecondavo perchè capivo che gli faceva piacere. Denis era uno che non si tirava indietro, voleva risolvere le situazioni: tant'è che l'ha detto in faccia alla moglie, l'ha detto alla fidanzata, perchè invece se ne sarebbe andato da me senza alcuna spiegazione? E poi uno non se ne va con in tasca soltanto un euro. E se anche l'avesse fatto, avrebbe comunque avvisato i familiari. Invece anche loro non hanno notizie. Solo il figlio della moglie dice di averlo visto camminare in viale Gorizia qualche ora dopo la scomparsa».