L'Università consulente sui prodotti contraffatti
PAVIA Expo 2015 chiama Pavia, che ieri mattina ha accolto la terza tappa del tour organizzato da Regione Lombardia e Coldiretti. Ieri mattina è stato siglato un accordo tra Regione e Università per la lotta alla contraffazione. «L'ateneo pavese – annuncia Maroni – sarà partner scientifico per vincere una battaglia che porterà vantaggi ai nostri produttori». E l'università, spiega il rettore Fabio Rugge, è pronta. «Da anni è attivo un gruppo di ricerca che lavora sulla contraffazione alimentare - precisa Rugge -. E' multidisciplinare, racchiude competenze di marketing, giuridiche, economiche, chimico-biologiche e trasferirà le proprie conoscenze». L'italian sounding, prodotti che assomigliano a quelli italiani, ma non lo sono, rappresenta un business da 60miliardi di euro all'anno. «I nostri imprenditori chiedono solo il giusto riconoscimento per i loro prodotti – interviene Wilma Pirola, presidente di Coldiretti -. Il vero Made in Italy va tutelato dalla concorrenza sleale dell'italian sounding che muove un giro di denaro che finisce nelle tasche di qualche impresa senza scrupoli e della criminalità organizzata, come verificato dal nuovo Osservatorio sulle agromafie fondato da Coldiretti». Nella tappa pavese la Regione chiede al territorio di trovare idee che destino interesse nei 20milioni di visitatori previsti, dice il governatore mentre osserva i preziosi affreschi della sala del collegio Borromeo che ospita il convegno, e aggiunge: «Un luogo unico al mondo, come altri custoditi dal nostro territorio che abbiamo il dovere di valorizzare». E cosa bisogna fare per valorizzare la provincia di Pavia Maroni lo chiede al «sistema integrato universitario pavese, unico in Europa». Di idee l'università di Pavia ne ha molte. «Da un importante progetto sulle biodiversità – anticipa Rugge - fino a percorsi culturali e artistici». Stefania Prato