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PAVIA Il S. Margherita è già vecchio nAlla fine di marzo sono stati festeggiati i dieci anni del nuovo istituto S. Margherita. Ho letto parecchi articoli e dichiarazioni, ma non ho trovato cenni al fatto che è una struttura per certi aspetti già vecchia e superata, e questo a soli dieci anni dall'inaugurazione. In questi ultimi due anni ho avuto occasione di frequentare ripetutamente alcuni reparti, dove erano ricoverati amici e conoscenti. L'impressione non è stata positiva: ho visto camere piccole con letti molto vicini gli uni agli altri, con poco spazio a disposizione dei ricoverati. Nella maggioranza delle camere di questi reparti vi erano tre o addirittura quattro letti, quando nelle strutture ospedaliere più recenti le camere sono in genere a due letti. Inoltre le camere che ho visitato non erano dotate di tavolini. Un tavolino adeguato è molto utile ai pazienti non obbligati a letto, che possono utilizzarlo per leggere un libro o un giornale e per consumare i pasti. I reparti del S. Margherita sono dotati di sala da pranzo, ma non tutti i ricoverati gradiscono usufruirne, perché preferiscono rimanere in un ambiente più tranquillo. Per consumare i pasti in camera vengono così forniti tavolini di fortuna, in alcuni casi troppo alti. Ho visto così persone che mangiavano tenendo il piatto sulle ginocchia o che mettevano un cuscino del letto sulla sedia per poter arrivare al tavolo. Io ho avuto modo di vedere solo alcuni i reparti del S. Margherita e può darsi che in altri la situazione sia migliore. Mi domando però con quali criteri sia stato progettato e perché non si sia pensato a camere un po' più confortevoli per i degenti, tenuto anche conto che alcuni rimangono ricoverati per parecchio tempo. Vittoria Cinquini scuola Buona Pasqua a tutto il Cossa nQuesta lettera vuole essere un insolito ma sentito biglietto di auguri per le prossime festività pasquali rivolto a tutto l'istituto Cossa di Pavia, a partire dai principali attori dello stesso, cioè i 1600 alunni (circa) che giornalmente frequentano la scuola per realizzare l'ambizioso obiettivo di prepararsi per una professione vera. Ma è rivolto anche al personale docente e non docente, il primo impegnato nel duro compito di preparare questi giovani al futuro e il secondo concentrato nel suo fondamentale incarico quotidiano. Auguri per segreteria e amministrazione, pronti a dare a studenti e genitori l'assistenza utile a consentire il miglior percorso. Considerando per tutti l'ampia disponibilità verso gli studenti di tutti i paesi del mondo e verso i giovani diversamente abili che frequentano l'Istituto, trovando adeguata e competente assistenza da docenti di sostegno preparati e sensibili, certi di poter dare molto con la consapevolezza dell'importanza dell'incarico ricevuto. Quale rappresentante dei genitori e presidente del consiglio di istituto non posso dimenticare che la scuola è pubblica, in capo alla Provincia che ha bisogno più che mai degli auguri affinchè, nonostante i riscaldamenti che non funzionano d'inverno e vanno a manetta in questa bella primavera, e nonostante le difficoltà degli enti pubblici (ora come nel passato), riesca a rispettare i suoi impegni. Ragazzi, non è semplice arrivare in fondo, ma in questi ultimi due mesi sorprendetevi dei risultati che raggiungerete, soprattutto se siete in grande difficoltà! Sorprendete i vostri insegnanti, i vostri genitori e voi stessi, ribaltate le previsioni più infauste e impegnatevi per ottenere un buon risultato al termine dell'anno. Auguro ai migliori di saper essere di stimolo e di esempio per quelli meno efficaci nello studio, e questi ultimi di riprendere in mano il loro percorso scolastico abbandonando gli atteggiamenti pigri e ribelli. Nei prossimi giorni santificheranno due grandi Papi, sappiate leggere nella loro vita i giusti stimoli per costruire il vostro futuro secondo i valori più veri. Chi scrive conosce bene gli insuccessi scolastici, meritandoli senza dubbio a suo tempo, ma imparando - forse un po' tardi - che si può far tesoro dei propri errori tentando di trasferirli ai giovani i che dovranno costruire l'Italia del domani. Con i migliori auguri. Alfonso de Nicola precisazione Accuse cadute per il maresciallo nNell'articolo "Banda dei Tir, per tutti arriva la prescrizione" pubblicato il 30 marzo a pag. 24, si scrive, com'è vero, che il maresciallo Vittorino Nardi «era stato assolto dalle accuse di associazione a delinquere e ricettazione» già in primo grado. Nella seconda parte dell'articolo si fa riferimento a un capo di imputazione - rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio - mai contestata al maresciallo Nardi: con tutta evidenza si sono confuse due diverse posizioni processuali, perchè l'addebito sarebbe riferibile a un altro sottufficiale (anch'egli citato nell'articolo, all'epoca rivestente il grado di brigadiere, mentre Nardi era già maresciallo). Il maresciallo capo Nardi tiene altresì a precisare di non essere " ex maresciallo": infatti egli è attualmente in servizio con compiti di responsabilità presso il Norm (Nucleo operativo radio mobile) di Milano, il che dimostra appieno la fiducia di cui gode da parte dell'Arma e l'apprezzamento dei superiori. avv. Licia Carla Sardo il caso Strisce pedonali ormai invisibili nLeggo sulla Provincia pavese di ieri, in cronaca di Vigevano, un servizio sulle strisce pedonali invisibili. Non che a Pavia la situazione sia migliore, anzi. Tengo a segnalare a questo proposito un caso eclatante, in prossimità di uno dei punti viabilistici più battuti della città. L'attraversamente pedonale alla rotonda di piazza Dante, lato viale Battisti (davanti all'Esselunga per intenderci), è una sorta di trabocchetto. Attraversando in direzione centro, lasciando il supermercato alle spalle, si percorrono strisce parecchio sbiadite fino allo spartitraffico, dopodichè niente, il nulla, sparite. In una città dove già ci si ferma malvolentieri davanti alle strisce, e in prossimità di una rotonda dove si arriva piuttosto "allegri" cercando l'innesto in corsa, l'attraversamento è di per sè pericoloso (le rotonde sono trappole per pedoni e ciclisti). Figuriamoci senza strisce. Non vorrei attendere un incidente per verificare se un automobilista, senza strisce per terra, rischi quasi di avere ragione. Franco Della Rita