«Chi è costui?» La rivelazione di un sognatore di nome Gesù
Il cammino quaresimale con Gesù si conclude con il suo ingresso in Gerusalemme. Gesù è un re che si presenta alla figlia di Sion "mite, seduto su un'asina e su un puledro", animali indici di un re pacifico e disarmato in contrasto con il cavallo metafora di forza militare. Gesù è il Messia, entra nella città santa, tra rami di palma e di ulivo accolto dalla folla che gridava "Osanna al figlio di Davide",e mentre entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?», e alta risuona la risposta della folla che stava con lui: «Questi è il profeta Gesù, da Nazaret di Galilea». Dunque "Chi è costui?". Per Matteo è il Re-messia che in Gerusalemme compie gesti decisivi quali il cacciare i venditori da un tempio ridotto a luogo di affari, e il seccare l'albero di fichi a denunciare l'assenza del frutto della fede dell'Israele ufficiale. A questo punto si apre un nuovo capitolo, quello del come il "consegnato-condotto" vive la sua regalità-messianicità nella Passione. Il consegnato diventa colui che si consegna al fine di svelare senza equivoci la sua verità e quella del suo Dio. A Giuda che lo tradisce con un bacio, "Gesù disse: Amico". Al discepolo che colpisce di spada, "Gesù disse: Rimetti la tua spada al suo posto". E dinanzi alle false testimonianze, a Pilato e al rito della sua incoronazione regale, Gesù risponde con il silenzio. L'amore, la nonviolenza e il silenzio sono le grandi parole del Gesù della Passione, l'abbandonato dagli amici e da Dio stesso, esperto in angoscia. La rilettura credente della Passione porta a vedere in Gesù il sognatore di un mondo nuovo che si ritrova abbandonato, tradito, calunniato, deriso e ucciso. Perfettamente inutile nella sua non omogeneità a un certo mondo religioso, politico e sociale. Un Dio che proprio in quel fallito finisce per raccontarsi per quello che è: amicizia e dono della vita a chi lo ha fatto fallire e gli ha tolto la vita; un Dio che in quel Messia alla affermazione "Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli" risponde: "Il mio sangue è versato per molti per il perdono dei peccati". Il suo sangue non è contro chi lo ha versato ma ricade su di essi e su tutti come fonte di amore che perdona e guarisce. Follia e scandalo, ma è la via davvero regale che apre il tempo della definitiva rivelazione del volto di Dio in quel "bestemmiatore sobillatore" innocente di nome Gesù. * presidente Azione cattolica Tortona