Il Comune ha rifiutato eredità di seimila libri
di Fabrizio Merli w PAVIA Piero Raffa, linguista e filologo di Garlasco morto a 89 anni nel marzo 2013, aveva lasciato i suoi seimila libri alla biblioteca civica Bonetta di Pavia. Ma il Comune di Pavia ha dovuto rinunciare all'eredità. I motivi li spiega l'assessore Marco Galandra: «Alcuni libri di cultura generale e narrativa, come ad esempio la collana dei Meridiani, sono già in possesso della biblioteca e, quindi, sarebbero dei doppioni. Lo stesso discorso vale per altri libri di storia dell'arte. Infine, molti volumi sono estremamente specialistici, trattando di linguistica, e sono in lingua straniera. Si tratta, quindi, di opere che non sono particolarmente richiesti dagli utenti della Bonetta». Oltre a queste ragioni, ve n'è anche un'altra di natura logistica. Attualmente la biblioteca civica è "al completo" e diversi fondi librari, anche di pregio, sono dentro a scatoloni collocati in magazzini. Spazio per altri seimila volumi, insomma, non ce n'è. «Anzi – prosegue Galandra – stiamo attendendo con ansia il momento in cui potremo traslocare nella nuova sede, all'ex caserma Calchi, perchè finalmente potremo valorizzare al meglio il nostro patrimonio. Attualmente, abbiamo volumi stoccati anche in un magazzino di viale Bligny». Spostare un numero così elevato di volumi, poi, significherebbe procedere anche ad altre operazioni. In primo luogo, la catalogazione, che il Comune non può sostenere per mancanza del personale. E poi, imballarli e trasportarli, spendendo quindi alcune migliaia di euro. Per questo la giunta ha deciso di rinunciare al legato. Piero Raffa, morto nel marzo 2013, aveva dedicato tutta la propria esistenza allo studio. Pittore di acquarelli, scrittore di libri di filosofia, di arte e di biografie di artisti, faceva parte del Centro filologico di Milano, di cui era iscritto e collaboratore, come fu collaboratore di diverse riviste letterarie. Tra i suoi amici più cari, spesso ospiti proprio nella sua casa di Garlasco, c'erano intellettuali come Guttuso, Quasimodo e Ungaretti.