Gropello, casa di riposo 12 dipendenti fanno causa
GROPELLO Nuovo capitolo nella vicenda che vede contrapposti alcuni dei dipendenti della casa di riposo Sassi di Gropello e l'amministrazione dell'istituto. In 12 hanno fatto ricorso al giudice del lavoro del tribunale di Pavia. L'oggetto del contendere sono i turni che, a detta dei dipendenti, non sarebbero regolari e corrispondenti alle leggi. Tutto nasce dalle frizioni iniziate lo scorso autunno quando il consiglio d'amministrazione guidato da Cesare Piccinini, al suo secondo mandato, ha iniziato il processo di affidamento all'esterno di alcune mansioni. Una situazione mai digerita da buona parte dei 55 dipendenti interni della casa di riposo di Gropello. Tanto che, lo scorso ottobre, si era addirittura arrivati ad una giornata di sciopero. Come detto, il problema non è relativo alla qualità del servizio offerto (anzi dipendenti e consiglio d'amministrazione hanno sempre cercato una soluzione condivisa per tenere i 95 anziani ospiti lontani dalle dispute interne) ma all'organizzazione dei turni di lavoro. La vicenda è cominciata con l'affidamento ad una cooperativa dei turni notturni, prima svolti dal personale interno. Questo ha fatto sì, sostengono i sindacati, che i dipendenti interni spesso lavorino 6 giorni a settimana ed, in alcuni casi, anche 7 giorni con un riposo poi di due giorni. Un fatto che ha indotto 12 di loro a fare un ricorso al giudice del lavoro in cui sostengono che questa pratica va contro le norme. Ovviamente l'amministrazione della casa di riposo la pensa diversamente. Ora bisogna cercare di trovare una mediazione. L'altro ieri di fronte ad un giudice del lavoro del tribunale di Pavia sono state sentite le due parti: dipendenti ed azienda. La prossima udienza è fissata per il 29 maggio. «Nel frattempo – spiega il presidente del consiglio d'amministrazione della casa di riposo Sassi, Cesare Piccinini – cercheremo di trovare un accordo senza passare in giudizio il 29 maggio. Martedì faremo una riunione del direttivo e poi formuleremo una proposta di riorganizzazione del lavoro». Nel ricorso, avviato in maniera autonoma dai 12 lavoratori, non partecipano i sindacati che però mantengono alta la guardia sulla casa di riposo di Gropello: «Ovviamente dobbiamo aspettare l'esito del ricorso – spiega Gilberto Creston (Cgil) – Intanto però continuiamo a lavorare per trovare una soluzione condivisa con l'azienda per riorganizzare il lavoro». Sandro Barberis