La storia dell'orologio che prevedeva le eclissi e indicava i pianeti
PAVIA Domenica alle 16 presso la biblioteca d'arte dei Civici Musei, in Castello, si terrà il secondo incontro della rassegna "Tra parole e immagini. Racconti d'arte, storia e scienza". Caterina Zaira Laskaris e Andrea Albini parleranno della celebre biblioteca dei Visconti e degli Sforza e del complesso orologio astronomico che era lì collocato. «Nel 1379, il famoso scienziato padovano Giovanni Dondi si trasferì a Pavia come medico personale del duca Gian Galeazzo Visconti e del figlio Azzone, gravemente malato - spiega Albini -. Portò con sé, o completò una volta giunto in città, una meraviglia meccanica che rimase per almeno 150 anni nella celebre biblioteca del Castello, richiamando studiosi da ogni parte d'Europa, e che oggi è però andata perduta: un orologio astronomico di tipo planetario, in grado di mostrare non solo le ore e i giorni del calendario, ma di prevedere le eclissi e indicare le posizioni di Sole, Luna e dei cinque pianeti allora conosciuti: Mercurio,Venere, Marte, Giove e Saturno».