C'è la crisi, gli stranieri vanno via

di Anna Mangiarotti wVIGEVANO Gli immigrati se ne vanno da Vigevano perché manca il lavoro, non tanto perché l'amministrazione leghista riduce sempre più il sostegno ai residenti stranieri. Negli ultimi 4 anni, sono passati da 8.913 (2010) a 8.725, con un calo del 2 per cento. Nel 2005 erano 3908. In dettaglio gli egiziani, la comunità più popolosa, è passata da 2086 persone nel 2010 a 1715 oggi, i romeni da 1175 a 1131. L'altro giorno il sindaco Andrea Sala ha scritto al premier Matteo Renzi, dicendo che per tagliare le spese inutili si devono ridurre le risorse «sprecate per finanziare le miriadi di associazioni che operano in favore degli stranieri». Come componente del consiglio di rappresentanza dell'Asl Pavia, Sala non ha approvato la ripartizione dei fondi previsti da una normativa del 1998 pro associazioni che si occupano di accoglienza. «Soprattutto la crisi fa allontanare gli stranieri – dice Oreste Negrini, sindacalista Cgil – non trovano più impiego in edilizia, logistica, commercio, trasporti e assistenza agli anziani, settori dove era più forte la presenza di lavoratori stranieri». Senza un reddito anche minimo, ma costante, «l'unica soluzione, soprattutto per chi ha famiglia è tornare in patria, dai parenti. O almeno trasferirsi in altri Stati europei, se hanno conoscenze che garantiscano un appoggio». Le scelte del Comune, «che rende sempre più difficile ottenere ad esempio una casa popolare, e ha eliminato ogni fascia di esenzione per i servizi, certo non aiuta gli immigrati a restare a Vigevano». La lettera a Renzi «è solo propaganda politica in vista delle prossime elezioni – dice Negrini –. Si tratta di discriminazione indiretta, come è accaduto per il caso mense, dove sono soprattutto stranieri i bambini esclusi dai pasti perché le famiglie non pagano». Stesso tenore per il commento di Barbara Verza, consigliere comunale del Pd: «Populismo per catturare voti. Non si deve fare nulla per gli immigrati? Chiediamoci allora cosa ha fatto il sindaco Sala per i vigevanesi negli ultimi 5 anni». Iole Barettoni, nome storico del volontariato cittadino a sostegno degli immigrati con l'associazione Oltremare, sottolinea che le associazioni «fanno accoglienza, mentre l'amministrazione attua la politica del rifiuto dell'altro». «Si dovrebbe smettere di far differenza fra stranieri e italiani, e parlare di persone – commenta Mustafà Khamis, egiziano con cittadinanza italiana, per anni portavoce della comunità di connazionali trasferiti a Vigevano –. Ma è comunque la mancanza di prospettive che allontana ormai gli immigrati». ©RIPRODUZIONE RISERVATA