Castelnuovo, licenziato dipendente comunale

CASTELNUOVO SCRIVIA Si intascava i soldi dei buoni pasto venduti ai colleghi, circa 12mila euro racimolati in un paio di anni. E' l'accusa che ha portato al licenziamento e alla denuncia di G.S., dipendente del Comune di Castelnuovo Scrivia. «Posso solo confermare il provvedimento adottato nei confronti dell'ex dipendente e l'azione penale intrapresa contro di lui presso la procura della Repubblica di Alessandria – dice il sindaco Pierangelo Luise – l'amministrazione ha mosso tutti i passi dovuti, avvalendosi della tutela legale di uno studio di Torino. Per il resto, c'è un'indagine in corso e quindi devo attenermi al riserbo d'obbligo in questioni delicate come queste». Il caso, però, potrebbe finire in consiglio comunale. Giovanni Ferrari, esponente di opposizione, preannuncia, infatti, un'interpellanza. «E' giusto che il sindaco venga a riferire in aula e faccia chiarezza su tutta la linea, non possiamo certo accontentarci di una scarna dichiarazione a proposito dell'avvio di una "causa" non meglio specificata. Se qualcuno ha sottratto soldi all'ente pubblico, la cittadinanza ha tutto il diritto di saperlo e va precisato anche se c'è stato omesso controllo da parte del Comune». I dubbi e i sospetti sulla condotta infedele del dipendente sarebbero emersi in seguito alla segnalazione della cooperativa che gestisce la mensa: i controlli contabili avrebbero fatto emergere che incassava meno denaro rispetto a quello a cui aveva diritto sulla base dei pasti effettivamente consumati. Qualcuno, dunque, tratteneva parte dei soldi e il responsabile è stato individuato in G.S. che, sempre secondo la versione accusatoria, li teneva per sè quando non rilasciava ricevuta al momento della cessione dei ticket mensa. (r.lo.)