Perde al gioco e si inventa una rapina

SANNAZZARO Ha denunciato di persona ai carabinieri di Sannazzaro di aver subito una brutale aggressione in strada e di essere stato rapinato del suo telefonino i-phone ultima generazione, e della somma di 500 euro in contante che portava con sé. Molte però le incongruenze apparse nel suo racconto e ai militari, che lo hanno poi messo alle strette, ha rivelato che la sua era tutta una messinscena: nessuna aggressione, né rapina. Pare che il giovane avesse perduto tutto al gioco, telefonino ultima generazione compreso, e per giustificare alla famiglia l'ammanco abbia voluto inventare tutta la storia. E' così finito nei guai lo studente M.B. di 23 anni, originario di Sannazzaro e residente a Pavia. I carabinieri lo hanno denunciato per simulazione di reato e per procurato allarme. Tutto è cominciato quando il giovane si è recato alla stazione dei carabinieri di viale Italia per raccontare la vicenda che poi si sarebbe rivelata completamente inventata. Ai militari ha detto che si trovava a bordo della sua auto sulla strada provinciale che da Alagna conduce a Scaldasole quando si è fermato ai bordi della strada, in aperta campagna, per espletare ad un bisogno fisiologico. E sarebbe stato a qual punto che, alle spalle, gli si sarebbero avventati due sconosciuti arrivati sul posto con una macchina. L'aggressione sarebbe stata violenta e sarebbero anche volati dei pugni. I due gli avrebbero quindi strappato dalle tasche il telefonino ed il contante che M.B. portava con sé, circa 500 euro in contanti. Poi via a gran velocità lasciando la "vittima" in preda ad un comprensibile choc. Il giovane si sarebbe dunque recato in caserma per denunciare l'accaduto e la relativa sottrazione dell' i-phone e dei soldi. A insinuare qualche dubbio nei carabinieri sarebbero però state alcune palesi incongruenze; sono state anche attivate ricerche sui tabulati telefonici per verificare i vari utilizzi del cellulare. Poi il giovane ha confessato di essersi inventato tutto per giustificare la perdita dei soldi e per aver impegnato il telefonino al gioco. Paolo Calvi